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Alla cura dei beni comuni partecipano i cittadini

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Viterbo - Comune - Prima commissione - Ciambella e Volpi

Viterbo – Comune – Prima commissione – Ciambella e Volpi

Viterbo – (g.f.) – Alla cura dei beni comuni collaborano anche i cittadini.

Pure Viterbo, sulla scia di città come Torino o Bologna, si dota di un regolamento per la collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, gestione condivisa e rigenerazione dei beni comuni urbani. Un segnale importante.

Se c’è chi sporca, quotidianamente, singolo o associazioni s’impegnano per rendere migliore il posto in cui vivono. Adesso la loro attività ha pure un regolamento. O meglio, l’avrà.

In prima commissione è partito il dibattito per l’approvazione. Un documento che disciplina il modo in cui cittadini e comune collaborano nella cura, gestione e rigenerazione dei beni comuni urbani.  Su sollecitazione degli stessi viterbesi, ma anche su proposta dell’amministrazione.

Un regolamento che riconosce l’impegno quotidiano di molti, ma è pure una tutela.

“L’impegno civico – spiega in commissione l’assessora Luisa Ciambella – è lodevole e va incoraggiato e sostenuto. Ma la buona volontà di molti va anche incanalata con uno strumento appositamente pensato, ad esempio, per evitare che non si vada a intervenire su beni legati da vincoli”.

Il documento interessa singoli cittadini, associazioni e imprese, purché, in quest’ultimo caso, dall’attività messa in essere non derivino vantaggi economici diretti o indiretti.

Le possibilità d’intervento interessano tutti gli spazi pubblici, dalle piazze alle strade, aree verdi, marciapiedi e qualsiasi altro posto di proprietà pubblica o assoggettato a uso pubblico.

Si va dalla cura o gestione occasionale a quella costante e continuativa, rigenerazione temporanea o permanente.

Il comune può anche fornire in comodato d’uso gratuito i beni per svolgere l’attività e chi partecipa agli interventi deve essere assicurato per responsabilità civile.

Il regolamento è solo il primo passo: “Come i cittadini ci hanno fatto notare nella stesura del regolamento – spiega Ciambella – una volta approvato, dovremo andare, diciamo dopo un anno, alla verifica dei progetti che sono partiti, l’effettiva efficacia di quanto siamo riusciti a mettere in campo”.


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