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Anziano sedotto e raggirato, coppia si difende

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Django Barberio

Django Barberio

Janina Vasilescu

Janina Vasilescu

Soriano nel Cimino – “Mai visto nel mio negozio”. E’ l’ultima carta della difesa per la presunta coppia di Soriano nel Cimino, lui italiano e lei romena, accusati di avere raggirato un anziano in cambio di sesso. Arriva dalla titolare di una tabaccheria che fa anche servizio di invio di denaro online nel mondo. “L’imputata – ha detto ieri la testimone all’ultima udienza del processo – veniva spesso, anche col compagno, per spedire soldi alla madre in patria. Ma quell’uomo non l’ho mai visto nel mio negozio, né da solo, né con loro”. Secondo l’accusa i due avrebbero costretto la presunta vittima a farsi fare dei bonifici all’estero, con le minacce. 

Sotto processo per estorsione, truffa e stalking ai danni di un anziano di Soriano – cui avrebbero sottratto 30mila euro e regali costosi – sono finiti il 48enne Django Barberio e la quarantenne romena Janina Vasilescu, difesi da Domenico Gorziglia e Paolo Delle Monache. Arcinoti agli inquirenti, i due si sarebbero macchiati, nel corso degli ultimi anni, di una vasta gamma di reati, dallo spaccio al furto, all’induzione alla prostituzione, alla violenza sessuale.

Nel maggio 2012, con un’altra quarantina di indagati, finirono in manette nell’ambito della maxi operazione Drago. Mentre Django era in carcere, la bella Janina, per sbarcare il lunario, avrebbe agganciato la vittima fingendosi innamorata. Una volta tornato in libertà, la ricostituita coppia, con le buone e le cattive, avrebbe estorto fiumi di denaro all’anziano, completamente succube della “relazione”, soggiogato, maltrattato, costretto a fare costosi regali, derubato e minacciato. E così nel 2015 sono finiti di nuovo in carcere per avere approfittato dell’anziano, parte civile per riavere il maltolto.

“Se torno in galera, mi porto la tua testa sotto il braccio”, avrebbe detto Barberio al 70enne, sedotto e soggiogato, per fargli ritirare la denuncia. L’avrebbe incrociata facendo il volontariato alla Caritas. “Mi hanno chiesto – ha raccontato in aula durante una drammatica udienza, protetto da un paravento – se potevo prenderla in casa. Una notte è venuta nel mio letto e ci siamo messi insieme. Ci siamo scambiati le fedi al santuario di Marta”. L’incubo sarebbe cominciato quando Barberio è passato da Mammagialla ai domiciliari: “Mi ricattavano – ha detto l’anziano – hanno anche provato a mettere dei file pedopornografici nel mio pc”. In un anno avrebbe sborsato, con le buone e con le cattive, circa 30mila euro, più regali costosi, guardaroba alla moda, pranzi e cene a sbafo, pieni di carburante, l’assicurazione della Bmw di Django. “A Janina, per le sue esigenze, davo in media 600 euro la settimana”, ha sottolineato la presunta vittima in aula. 

A ottobre la sentenza. 


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