Viterbo – Prosciolti nel 2015, rinviati a giudizio nel 2017.
Nuovo processo per Ugo Gigli e Valentina Fraticelli. L’ex direttore generale e il direttore di area tecnica dell’Ater sono stati rinviati a giudizio dal gup Stefano Pepe per i tre capi di imputazione da cui erano stati prosciolti nell’estate di due anni fa.
La vicenda è sempre la stessa, quella sull’ente di via Garbini. Ruota intorno agli incarichi esterni assunti dall’ex assessora regionale e ingegnera dell’Ater, Angela Birindelli. Lei dice di essere stata regolarmente autorizzata. Gigli, invece, sostiene che l’ingegnera abbia copiato e incollato le sue firme di direttore per simulare l’ok dell’azienda.
Il 10 luglio 2015 nel rinviare a giudizio Gigli e Fraticelli per abuso d’ufficio (l’ex direttore anche per calunnia e falso), il giudice Salvatore Fanti ha dichiarato il non luogo a procedere per altri tre abusi d’ufficio. Per la procura, i due dirigenti avrebbero licenziato Birindelli senza alcun presupposto, procurandole un ingiusto danno. Ma per il gup Fanti su questi tre capi di imputazione non c’è stata nessuna violazione di legge: Gigli e Fraticelli vengono prosciolti.
La sentenza è stata impugnata dalla procura, che è ricorsa in Cassazione. Dopo averla annullata, la suprema corte ha rinviato al tribunale di Viterbo per un secondo pronunciamento. Ieri la decisione del nuovo gup Pepe: rinvio a giudizio per Gigli e Fraticelli, che a giugno dovranno comparire davanti al collegio dei giudici per un nuovo processo. L’Ater bis.
“Si continua a ritenere Gigli – dice il suo difensore, l’avvocato Enrico Valentini – responsabile di un reato che obiettivamente non sussiste, perché c’è una perizia calligrafica che certifica che sui documenti è stata apposta una firma falsa. Ma ci aspettavamo questo esito, che è quasi un atto dovuto”.

