Marta – Litiga con la nonna, le leva le chiavi di casa, la butta fuori e poi va al bar del paese come se niente fosse. E’ lì che lo hanno rintracciato poco dopo i carabinieri, ai quali si è rifiutato di fornire i documenti e dare spiegazioni. Il giovane, nipote della vittima, è finito sotto processo con l’accusa di maltrattamenti in famiglia ed estorsione. All’origine dei continui litigi ci sarebbero state le sue continue richieste di denaro.
Nel frattempo sono trascorsi cinque anni dall’episodio, avvenuto a Marta nel 2012, e l’anziana è morta. Avrebbe dovuto essere sentita in aula mercoledì, nel processo in cui era parte offesa contro il nipote. Invece, alla luce del sopravvenuto decesso, il giudice Silvia Mattei dovrà basarsi sulla sola querela orale della donna, rilasciata a suo tempo ai carabinieri del paese.
Sono stati il maresciallo della locale stazione e il parroco di Marta a prestare i primi soccorsi alla poveretta. Hanno chiamato la sorella, perché portasse la doppia chiave, e hanno chiamato un’ambulanza, per le cure del caso in ospedale, dal momento che l’anziana si trovava in grave stato d’agitazione. Non sarebbe stata la prima volta. Il nipote, convivente con la nonna, anche in precedenza – come ha confermato in aula un militare della compagnia di Montefiascone – avrebbe aggredito la congiunta. Sembra sempre per motivi di denaro. “La sua stanza era piena di bottiglie di vino, sparse dappertutto. Sopra il letto, sotto il letto, sopra i mobili, sul pavimento. La camera era colma di bottiglie di vino”, ha detto il carabiniere. A luglio la sentenza.
