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Calcioscommesse, Camilli chiede di costituirsi parte civile

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Il patron della Viterbese Piero Camilli

Cremona  –  Calcioscommesse, il patron della Viterbese, Piero Camilli, chiede di costituirsi parte civile. E’ ripreso il 31 gennaio il maxiprocesso di Cremona. E Camilli, dopo essere stato assolto in sede di udienza preliminare, tramite il difensore Enrico Valentini era presente in veste di parte offesa, pronto a battere cassa per vedersi risarcire i danni.

Il “comandante”, già assolto dalla giustizia sportiva, promette battaglia contro gli ex calciatori infedeli del Grosseto, rinviati invece a giudizio per associazione per delinquere. Pronto ad andare fino in fondo: “In tempi non sospetti – sottolinea Valentini – Camilli ha denunciato il calcioscommesse. Gli hanno venduto 9 partite, pure lo spareggio per la serie A tra Grosseto e Livorno. Ha in corso una causa civile contro l’allora ds per il risarcimento dei danni. E’ bastato che il direttore sportivo, che era in combutta coi giocatori infedeli, dicesse che era a conoscenza di una combine, per farlo indagare. Adesso vuole giustizia”.

Trentasette gli imputati, tra i quali spiccano i nomi di Beppe Signori, ex bomber della Nazionale, il giocatore della Lazio Stefano Mauri, l’ex capitano dell’Atalanta Cristiano Doni e l’ex giocatore Stefano Bettarini. Numerose le parti civili già ammesse all’udienza preliminare: diciannove in tutto, dalla Figc alla Lega Pro, dall’Associazione italiana calciatori alla Lega nazionale professionisti serie B, dal Sassuolo al Novara e all’Atalanta.


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