Viterbo – (s.s.) – Nasce il premio Colasanti – Lopez.
Produzione di testi, opere d’arte e filmati per raccontare l’influenza dei media sulla percezione della violenza sulle donne.
E’ questo a grandi linee il progetto del bando Colasanti – Lopez, presentato stamani e che sfocerà nell’omonimo premio.
A partecipare saranno i ragazzi delle classi terze delle scuole secondarie di primo grado e quelli delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Viterbo, le cui opere saranno valutate da un’apposita giuria che decreterà i tre vincitori, premiati dalla fondazione Carivit con un notebook e due tablet.
A guidare la presentazione andata in scena a palazzo Brugiotti sono state Claudia Corinna Benedetti (presidente Onps) e Maria Elena Piferi (presidente associazione Donna Olimpia), che davanti agli studenti hanno moderato gli interventi dei relatori presenti.
Tra le prime a parlare è stata Marina Contino, primo dirigente della polizia di Stato della Questura di Viterbo.
“Il termine femminicidio – ha spiegato Contino – nemmeno esiste nell’ordinamento italiano ma è solamente una nozione criminologica. Nel 2004 le donne uccise in Italia sono state 175 mentre nel 2016 sono state 146. Il numero è minore ma nel 2004 consisteva nel 25 percento di tutte le persone uccise mentre nel 2016 quasi il 40 percento.
Questo vuol dire che nell’incidenza totale sono aumentate ed è bene che se ne parli, così come dovranno farlo i ragazzi in questo concorso magari facendo capire come vorrebbero fosse ascoltato mediaticamente un evento del genere”.
Subito dopo le parole della stilista Anna Fendi, portavoce e ambasciatrice del progetto.
“Il femminicidio è una piaga dilagante – ha proseguito Fendi – e ha una ferocia barbarica. Il corpo di una donna è da sempre un campo di battaglia e anche in un paese chiamato civile come il nostro ci sono esempi che non aiutano a rispettarlo. La donna è sempre di qualcuno è non è giusto, il diritto alla vita è uno solo, donna o uomo che sia”.
Interventi al femminile ma anche al maschile, con il viceallenatore della Lazio Massimiliano Farris che ha spiegato come “I numeri sul femminicidio fanno paura e mi piacerebbe spiegare ai ragazzi che le ragazze che hanno accanto sono compagne del futuro e madri dei loro figli. Per questo vanno rispettate e considerate come la base del nostro futuro” e il patron della Viterbese Piero Camilli che ha concluso raccontando che “La tradizione è importante. Io vivo a Grotte di Castro e grazie a Dio sono riuscito a mantenere sempre il ricordo delle mie origini, auguro ai ragazzi di riuscire a fare altrettanto e rispettare le donne in ogni modo”.
Sono intervenuti alla presentazione anche Mario Brutti (presidente fondazione Carivit), Silvia Somigli (segretario generale Uil scuola Viterbo), Laura Pace Bonelli (dirigente scolastico dell’istituto Vanni di Viterbo), Alfonso Talotta (docente all’istituto Scriattoli di Vetralla), Marco Trulli (presidente Arci Viterbo), Maria Grazia Fontana (sociologa e scrittrice), Francesca Pandimiglio (docente di storia dell’arte al liceo Artistico Midossi di Vignanello) e Massimiliano Capo (direttore artistico di Medioera).
Samuele Sansonetti




