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Falsa cieca, è guerra tra i periti

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Tuscania - Presunta falsa cieca stende i panni

Tuscania – Presunta falsa cieca stende i panni

Tuscania – Falsa cieca a processo per truffa allo stato. E’ scontro tra i periti dell’accusa e della difesa. Anzi guerra. Non solo sulla percentuale di invalidità della donna, che per l’accusa non sarebbe cieca totale. Si tratta di due specialisti viterbesi tra i più noti del settore. Rispettivamente gli oculisti Fabrizio Bianchi per il gip nell’incidente probatorio e Claudio Manetti per la difesa. Al centro la malattia di Stargardt, la retinopatia ereditaria di origine genetica di cui soffre la 72enne di Tuscania accusata di avere percepito indebitamente pensione di invalidità e indennità di accompagnamento.

Per Bianchi, che con Manetti ha visitato l’imputata nel 2012, la malattia (diagnosticata nel 1980) non sarebbe in fase evolutiva e la percentuale di invalidità non sarebbe superiore al 90 per cento: “Non dico che ci vede, ma ha un residuo visivo centrale. E’ una patologia invalidante, ma che non porta alla cecità assoluta”. Di parere opposto Manetti, che ha sottolineato come già nel 2007 ci sia stato un aggravamento: “A 32 anni dalla diagnosi, aveva una ‘vista contadita’, ovvero una visione solo periferica, che le consente di fare molte cose, una certa autonomia della vita, ma non ad esempio vedere la tv”.

Poi il colpo di scena. Lo scontro che diventa guerra, quando il difensore Fabrizio Ballarini ha chiesto che Manetti e Bianchi venissero ascoltati su alcuni aspetti inediti della perizia. Manetti ha spiegato che Bianchi gli avrebbe detto, alla vigilia della visita collegiale, che nei filmati l’anziana guidava la macchina: “Allora pensai di tirarmi indietro, poi scoprii che non era vero. In seguito, ebbi problemi a farmi dare da Bianchi tutti gli esami elettrofisiologici, avuti solo all’ultimo momento, a pochi giorni dal termine per il deposito della perizia”.

A quel punto il giudice Silvia Mattei ha voluto ascoltare entrambi gli oculisti nella veste non più di periti, ma di testimoni, invitandoli a giurare di dire la verità. Manetti ha ribadito il presunto ostruzionismo. Bianchi  ha negato di aver mai detto a Manetti di aver visto l’imputata alla guida di un’auto, né che qualcuno glielo abbia riferito: “A Manetti dissi che per quello che avevo visto nei filmati, il visus della paziente non era così spento. E non mi sono negato, se mi ha cercato non ho avuto comunicazioni dal mio staff. Se ha qualcosa di scritto lo mostrasse”. Poi l’affondo di Ballarini nei confronti di Bianchi: “Nel giugno 2012, in concomitanza con la perizia – gli ha chiesto nell’aula gremita – non aveva avuto per caso un controllo della finanza nella sua clinica e non aveva contattato un avvocato tributarista?”. Per adesso è finita qui. Fra un mese la prossima udienza.

 


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