Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – E’ partito il 5 febbraio il Progetto di ricerca di interesse nazionale (Prin) “La filiera corta nel settore biomasse-legno: approvvigionamento, tracciabilità, certificazione e sequestro di carbonio. Innovazioni per la bioedilizia e l’efficienza energetica”.
L’idea del progetto nasce da un incremento della richiesta di prodotti in legno in edilizia sia per uso strutturale che non strutturale a cui l’Italia fa attualmente fronte con una notevole importazione dell’estero non solo di legname ma anche di semi-lavorati e prodotti finiti perlopiù a base di abete rosso.
Questo fenomeno ha comportato una perdita notevole di competenze e professionalità a livello nazionale, regionale e locale che può essere contrastata solo valorizzando il concetto di filiera corta nel comparto delle biomassa-legno, promuovendo la definizione di buone pratiche per una maggior mobilizzazione della produzione legnosa disponibile, in un’ottica di sostenibilità, e sviluppando soluzioni tecnologiche innovative per la bioedilizia e l’efficienza energetica.
Il progetto, di durata triennale, è finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica per un importo pari a circa 500.000 euro.
L’obiettivo è quello di realizzare prodotti come Xlam, lamellari, pannelli di compensato, utilizzando specie caratteristiche del patrimonio boschivo nazionale, come faggio, castagno, querce, abete e pino laricio, nonché testare trattamenti migliorativi delle caratteristiche del materiale come termo-trattamenti e trattamenti superficiali a base di sostanze naturali e di nano-particelle.
Il progetto prevede inoltre l’applicazione di metodi innovativi quali soluzioni Gis e di telerilevamento LiDar (airborne laser scanner) per il monitoraggio nel tempo delle risorse forestali a scala locale.
Saranno inoltre messi a punto sistemi di tracciabilità molecolare sul legno e verranno implementati modelli di valutazione del Life Cycle Assessment nei nuovi cicli produttivi.
I risultati del progetto saranno di grande importanza per le scienze forestali e ambientali e il rilancio della competitività dell’industria del legno. La possibilità di produrre travi e pannelli dalle prestazioni migliorate con legname nazionale consentirà di valorizzare le foreste e di ripensare i modelli di gestione selvicolturale con criteri di sostenibilità e multifunzionalità, contribuendo ad un miglior impiego delle risorse forestali nazionali e ad una diminuzione della disoccupazione e dell’abbandono di zone interne, spesso depresse e allo sviluppo della bioeconomia nel Paese.
Al progetto partecipano le migliori competenze scientifiche nell’ambito della gestione forestale, tecnologia del legno e dell’ingegneria delle costruzioni in legno.
Il coordinamento è del Dipartimento il Dibaf – Università degli Studi della Tuscia (Prof. Giuseppe Scarascia Mugnozza); gli altri soggetti coinvolti sono i Dipartimenti Diceaa-Università dell’Aquila, Gesaaf – Università di Firenze, Disafa – Università di Torino,
Dicam – Università di Trento, Pdta- Università La Sapienza di Roma, Stata – Università della Basilicata, Distat – Università del Molise, Cnr Ivalsa di Firenze e Crea di Arezzo.
Dibaf – Università degli Studi della Tuscia
