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Finanziere chiede lavoro per la moglie, processo prescritto

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Tangenti Asl, si è chiuso con la prescrizione il processo al maresciallo della guardia di finanza imputato di istigazione alla corruzione perché avrebbe passato il curriculum della moglie all’ex direttore generale Giuseppe Aloisio durante un sopralluogo. Finirono indagati in tre, incastrati dalle intercettazioni ambientali.

Fatti accaduti nell’estate 2009. Nel mirino dei pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, all’epoca di Sanitopoli, finirono un maggiore e due marescialli. L’ufficiale, attualmente in pensione, ha patteggiato a suo tempo una condanna a un anno e tre mesi. La posizione di un maresciallo è stata archiviata, mentre l’altro è stato rinviato a giudizio con l’accusa di istigazione alla corruzione.

Erano i giorni caldi della maxinchiesta sfociata in due processi, uno dei quali ancora in corso, partito con 29 imputati, tra cui l’ex dg Giuseppe Aloisio, e ridotto a 17 in seguito alla prescrizione. Il cosiddetto filone Cittadella. Ebbene, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali in possesso della procura, emerse che il maggiore, all’epoca in forza al comando provinciale di via Cardarelli, aveva informato in anticipo Aloisio di una “visita” della guardia di finanza alla Cittadella. I tre finanzieri stavano lavorando a una serie di esposti che erano stati presentati in procura e alla corte dei conti su alcuni incarichi esterni “sospetti”.

Alla “visita”, puntualmente ripresa dalle telecamere nascoste, il maggiore si presentò con due marescialli. Proprio il maggiore, che ad Aloisio dava del “tu”, avrebbe chiesto all’ex dg se non fosse possibile trovare un posto di lavoro per la moglie del sottoposto. Una leggerezza, commessa nel pieno di una delicatissima inchiesta per corruzione, che gli è costata cara.

La moglie del maresciallo, per la cronaca, non fu mai assunta dalla Asl, né allora, né mai.


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