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Fioroni e Tajani insieme: “Nessun inciucio”

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Antonio Tajani e Giuseppe Fioroni

Antonio Tajani e Giuseppe Fioroni

Antonio Tajani e Giuseppe Fioroni

Antonio Tajani e Giuseppe Fioroni

Leonardo Michelini e Francesco Battistoni

Leonardo Michelini e Francesco Battistoni

Antonio Tajani e Giuseppe Fioroni

Antonio Tajani e Giuseppe Fioroni

Enrico Gasbarra

Enrico Gasbarra

Leonardo Michelini e Sergio Caci

Leonardo Michelini e Sergio Caci

Antonio Tajani, Giuseppe Fioroni ed Enrico Gasbarra

Antonio Tajani, Giuseppe Fioroni ed Enrico Gasbarra

Antonio Tajani

Antonio Tajani

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Enrico Gasbarra, Antonio Tajani, Giuseppe Fioroni

Enrico Gasbarra, Antonio Tajani, Giuseppe Fioroni

Viterbo – Giuseppe Fioroni e Antonio Tajani insieme. Presidente del Parlamento europeo Forza Italia e parlamentare Pd sullo stesso palco, ma nessun inciucio.

– Fotogallery: Tajani da Fioroni, Europa e non solo – slide

Si parla d’Europa e le sfide da vincere all’ex mattatoio a valle Faul, ma prima dell’Europa c’è un sassolino che Fioroni si toglie dalla scarpa (sinistra?). Risponde alle polemiche scoppiate in questi giorni sull’incontro con i due esponenti Pd e FI.

Niente inciuci. Solo il tentativo d’affrontare problemi che interessano le persone. “Questa dovrebbe essere una platea normale – osserva Fioroni – e la politica dovrebbe smettere di pensare che dobbiamo farci male comunque, sia in Italia che all’estero.

L’incontro di oggi ha questo significato. Ritenere che il presidente del Parlamento europeo rappresenti una opportunità per tutto il paese”.

Poco dopo, Tajani gli fa eco: “Non importa chi mi invita a parlare, che sia di un partito o di un altro, mi interessa far sapere che il parlamento è più vicino alle persone, poi possono esserci posizioni diverse. Ma serve far capire che le persone sono il nostro primo interesse”.

C’è pure Enrico Gasbarra (Pd) e si domanda a quale polemica facesse riferimento Fioroni. “Locale, locale – ribatte Fioroni – nazionali non mi mancano”.

Tutto chiaro? Mica tanto. Gasbarra saluta il sindaco Marini. Fioroni trasale: “Michelini – lo corregge il parlamentare Pd – se li confondi, Marini cresce di dieci chili e Michelini si suicida”.

Oltre le battute, da Fioroni un richiamo: “Dobbiamo ritrovare capacità di dialogare tra noi e costruire, basandoci su quello che ci vede insieme. Altrimenti rischiamo di fare un grave danno e non compiere il nostro dovere verso gli italiani e i nostri figli”.

Il tema, però, è l’Europa e le sfide da vincere, nell’incontro organizzato dal Centro studi Aldo Moro e Tajani ha la sua ricetta, che intende perseguire dalla presidenza.

“Il problema non sono i partiti populisti – osserva Tajani – ma perché i cittadini si rivolgono a loro. Serve spiegare meglio quello che facciamo, non apparire come un potere burocratico dove 30mila addetti si preoccupano di loro stessi e i problemi dei cittadino non si risolvono. Questo è l’obiettivo che mi sono posto”.

L’Europa e il ruolo dell’Italia: “Dovrebbe contare di più a Bruxelles. Una maggiore presenza e strategia perché se non ci siamo, ci saranno altri. Il Parlamento europeo non è il terzo ramo del Parlamento italiano, non è obbligatorio litigare fra noi”.

C’è il tema della Brexit. “Fenomeno da governare – continua Tajani – facendo capire che far parte o no dell’Europa non è la stessa cosa. Una difesa dell’Unione, ma anche delle future relazioni che non possono essere negative. L’Inghilterra non farà parte dell’Unione europea, ma farà sempre parte dell’Europa”.

Quindi l’immigrazione e l’esigenza d’investire nei paesi a sud del mondo e l’errore da evitare, chiudersi dentro i nostri confini.

La sala è piena, c’è tanto centro. Esponenti Pd e Forza Italia, da Francesco Battistoni a Luisa Ciambella, passando per Piero Camilli. E molti sindaci, Sergio Caci da Montalto, Francesco Bigiotti da Bagnoregio.

“Da qui deve partire un segnale alla politica italiana – osserva Fioroni – mentre si litiga dentro i partiti e fuori, dentro le coalizioni che non sappiamo manco se ci saranno, la politica torni a parlare di problemi della gente. Se lo fa anche tra schieramenti diversi e se ne fanno carico coloro i quali sono capaci di moderazione, daremo un contributo straordinario. Di urlatori è pieno il mondo, costruttori di pace se ne vedono pochi”.

A portare il saluto della città, il sindaco Leonardo Michelini che parla di un’Europa diversa, non com’era venti anni fa. “Più sovranità osserva Michelini – con regole che devono tenere conto delle diverse specificità di ciascun paese. Solo in questo modo si combatte il populismo”.

Giuseppe Ferlicca


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