Viterbo – (p.p.) – “Gli amministratori chiedano di far applicare la legge 5”. Chiara Frontini (Viterbo 2020) è ogni giorno più convinta che la privatizzazione dell’acqua sia un male da scongiurare. E dopo il servizio di Presa diretta andato in onda su Rai 3 lunedì sera conferma la sua tesi.
“In tutti i comuni presi in considerazione nella puntata – dice Frontini – in cui la gestione dell’acqua è privata, sono stati evidenziati disservizi, un costo dell’acqua superiore al normale e zero investimenti o comunque qualora ce ne fossero, ricadono sempre sulle spalle dei citadini.
Sono stati portati esempi conreti di come questo sistema non funzioni. Ecco perché è necessario intraprendere altre strade. Alternative ce ne stanno e sono anche migliori.
Gli amministratori della Tuscia, sia quelli che sono in Talete che quelli che non ci stanno, devono andare in assemblea per chiedere l’applicazione della legge 5.
Ci sono comuni virtuosi, come per esempio quello di Tuscania, che non è in Talete, in cui l’acqua costa meno e i servizi vengono comunque garantiti. Invece, di prenderli a esempio, la Regione li penalizza obbligandoli a pagare per la manutenzione dei dearsenificatori. Impianti che sono stati imposti perché si poteva preferire la miscelazione delle acque. In definitiva, c’è la legge 5, è ora che venga attuata sul territorio”.
L’interesse per la vicenda resta alto e di nuovo il Viterbese finisce sotto i riflettori. Stavolta sono le telecamere di Buongiorno regione ad aver raggiunto il capoluogo per portare avanti il dibattito sull’acqua pubblica. Ai microfoni del programma, che andrà in onda giovedì 2 febbraio alle 7,30, sono finiti Chiara Frontini, Francesco Lombardi e Paola Celletti che hanno sostenuto le motivazioni di una gestione pubblica dell’acqua.
