Viterbo – (g.f.) – “Inconcepibile spostare il capolinea dal Sacrario al Riello”. Bus Francigena, in commissione arrivano i sindacati e Nazzareno Vecchioni (Ugl) si mette contro la scelta di portare nella zona nord di Viterbo il terminal.
“Si penalizza – spiega il sindacalista – la mobilità dentro le mura”. Sotto osservazione c’è il grafo di rete, il nuovo assetto del trasporto pubblico locale. Nuovo o quasi. Predisposto da non si sa quanto tempo, molto discusso e ancora non applicato. Non ingrana, perché i problemi sono tanti. A partire dai mezzi.
“Le macchine in dotazione – incalza Guido Urbani (Rsu Faisa) – sono vecchissime, bus non ecologici. Quelli che abbiamo sono rotti e gli elettrici sono fermi da più di un anno”. E se non ci sono i bus, che senso ha parlare del grafo rete?
“Non ha senso – incalza Guido Urbani (Rsu Faisa) – che se ne discuta, non avendo le macchine. Oltretutto è un progetto sbagliatissimo. Possibile che ogni volta che cambia l’amministrazione si deve cambiare il grafo?”.
L’assessore Alvaro Ricci non concorda. “Con due circolari che servono il centro storico – spiega Ricci – si migliora il servizio dentro le mura e si evitano passaggi inutili in alcune vie oggi troppo trafficate”.
Sullo spostamento al Riello del capolinea ha dubbi pure Chiara Frontini (Viterbo 2020). “Non è una scelta politicamente sostenibile – osserva Frontini – con l’intenzione annunciata di rilancio del centro storico e con l’obiettivo di portarci gente”. Ma voci contrarie si alzano pure dalla maggioranza. Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) chiede che il capolinea resti al Sacrario.
Da dentro a fuori le mura, Vecchioni passa a Grotte, Roccalvecce e Sant’Angelo, penalizzate dal nuovo grado. Dalle parti di San Martino, invece, sono previste minori corse, concentrate maggiormente a Belcolle.
“Di per sé non sbagliato – osserva Carla Valentino (Cgil) – ma poco più avanti c’è Villa Immacolata, dove vanno diversi utenti. Poi a Belcolle spesso è un caos. Si resta bloccati, dove tra l’altro passano auto di servizio e ambulanze. Va anche posta attenzione all’evasione, col mancato pagamento dei biglietti”.
Al Sacrario, intanto, utenti al freddo e al gelo o d’estate sotto il sole. “Prima con la pensilina – spiega Giovanni Pulci (Uil) – c’era un riparo. Oggi i viaggiatori stanno in fondo, alle intemperie”.
Ma si ritorna sempre al punto di partenza. I mezzi. “Sono tre anni e mezzo – spiega Gianmaria Santucci (Fondazione) – che ci dite che con la vendita della farmacia alla Quercia troverete i soldi per nuovi mezzi, ma non succede. E noi ve lo avevamo detto.
Il punto è che i mezzi non reggeranno l’urto del nuovo programma. Occorrerebbe capire al Patrimonio che vogliono fare”. Ma il problema non si pone. Il presidente della terza commissione Aldo Fabbrini sgombra il campo da equivoci: “La vendita non è più all’ordine del giorno, è stata tolta”.


