Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Leggo da Tusciaweb che il Comune di Viterbo ha avviato la dismissione delle proprie quote dell’ interporto di Orte. Mettere sul mercato le quote del comune di Viterbo ( il 9%) significa aprire la strada alla privatizzazione dell’ interporto in quanto quel 9% libero acquistato da privati cambia la configurazione della Societa’ da prevalente capitale pubblico a prevalente capitale privato.
Il valore degli investimenti fatti da Stato e Regione e’ enorme ed enorme anche il valore delle aree sui cui insiste nel tempo trasformate.
Mi meraviglia Santucci e anche De Dominicis . Significa che per risparmiare qualche migliaio di euro all’ anno si rischia di regalare centinaia di milioni di euro a privati.Operazioni così sono già state fatte . Si fanno società miste a prevalente capitale pubblico così il pubblico fa gli investimenti. Poi si di smettono le quote pubbliche al valore nominale ed il privato acquisisce la società’ e beneficia degli investimenti.
Se si volesse per esempio applicare il valore nominale leggermente corretto delle quote del Comune si arriverebbe a dismetterle per circa 80.000 euro : nel 2015 questa era stata la valutazione dell’ analogo 9% dell’ amministrazione provinciale poi non dismesso. Come se l’ intero interporto valesse realmente 900,000 euro. Non so invece esattamente quante centinaia di milioni di Euro sono stati investiti da Stato ed Enti locali.
Insomma, mi sembra una operazione “politica” più che economica, che invita alla massima cautela . Bisogna sempre tener presente che se non fosse garantita la perfetta congruità’ dell’ operazione la Corte dei Conti ( e non solo) potrebbe fare molti rilievi . Anche se la procedura fosse applicata in accordo da diversi enti pubblici contemporaneamente e nonostante la trasversalità’ politica delle decisioni.
Laura Allegrini (Azione Nazionale)
