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Castel Sant’Elia – Litiga con lo spazzino. L’addetto alla nettezza urbana, per vendetta, organizza ben tre spedizioni punitive. E in compagnia di un complice gli devasta l’oliveto per danni superiori ai 15mila euro. Nuovi guai per Gavino Medde e Pier Paolo Mulas, accusati di stalking e danneggiamento in concorso.
Sarebbero stati loro gli autori di una serie di atti vandalici ai danni di un imprenditore di Castel Sant’Elia. E adesso rischiano di finire nuovamente sotto processo. Sono già saliti agli onori della cronaca, in quanto componenti della presunta banda di sardi che avrebbe spadroneggiato nella Bassa Tuscia, terrorizzando in particolare gli imprenditori agricoli. In 13 furono arrestati nel novembre 2014 nell’ambito dell’operazione Mamuthones.
Mulas e Medde, entrambi 56enni, residenti rispettivamente a Monterosi e Castel Sant’Elia, sono stati raggiunti in questi giorni da un nuovo avviso di fine indagini. Ad inviare il 415bis, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, il sostituto procuratore Fabrizio Tucci, titolare dell’inchiesta nata da una denuncia di un imprenditore di Castel Sant’Elia.
La notte tra il 7 e l’8 marzo 2014, Gavino Medde e Pier Paolo Mulas, secondo l’accusa, avrebbero tagliato con delle motoseghe almeno 30 piante di olivo nella proprietà del commerciante, provocando danni per oltre 15mila euro. Ulteriori atti vandalici sarebbero stati messi in atto la notte tra il 17 e il 18 aprile. Sempre in coppia, gli indagati avrebbero distrutto un muro a secco che delimitava la proprietà della vittima, sradicando blocchi di tufo lungo una lunghezza di una cinquantina di metri. Un terzo raid sarebbe avvenuto, infine, tra il 13 e il 14 giugno, quando Mulas e Medde avrebbero tagliato, nuovamente con delle motoseghe, altre 7 piante di olivo e 3 alberi di noce, distruggendo di nuovo le mura perimetrali della prorpietà.
“Con le aggravanti – si legge nell’avviso di fine indagine – di avere commesso il fatto su alberi fruttiferi e avere agito per motivi abietti o futili, consistiti nell’avere commesso il fatto con propositi di vendetta e di ritorsione nei confronti del querelante, reo ai loro occhi di avere chiesto a Medde, dipendente di una società di raccolta dei rifiuti urbani, di usare cautela nella guida degli autocarri di trasporto dei rifiuti e di avere intrapreso una controversia civilistica per risarcimento danni nel confronti della società di gestione del servizio dei rifiuti urbani”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

