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“L’obiettivo è la salvezza ma il progetto è a lungo termine”

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Sport - Calcio - Riccardo Ronca

Sport – Calcio – Riccardo Ronca

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Tuscania – Riccardo Ronca tra Latina, Tuscania e Viterbese.

Doppio salto di categoria per il dirigente sportivo di Tuscania, che dopo sei mesi alla Sangiovannese ha ricevuto la chiamata del Latina.

Da una squadra di serie D a una di B dunque, dove il viterbese lavorerà sempre come team manager così come ha fatto in Toscana, ma anche alla Salernitana di Lotito e alla Caransebes in Romania.

L’annuncio dell’incarico è arrivato martedì 14 febbraio, quando la società nerazzurra ha comunicato l’arrivo di Ronca al posto di Pierluigi Sperduti.

Al nuovo team manager, così come a tutto il Latina, spetta il compito di uscire quanto prima dalla zona playout per raggiungere la salvezza diretta, distante comunque soltanto due lunghezze.

Un’occasione stimolante. Le prime sensazioni?
“Tanta soddisfazione. Un traguardo raggiunto dopo tanta gavetta e altrettanto impegno. Veramente una bella opportunità”.

Quella del team manager è una figura complessa, quali sono le priorità?
“E’ un lavoro a 360 gradi e consiste nell’essere il trait d’union tra una società e una squadra. Prima bisogna seguire il lavoro quotidiano sul campo e dopo gli allenamenti c’è quello in ufficio, dove si organizzano le partenze prima delle partite, i ritiri e via dicendo”.

Attualmente il Latina è 19esimo. Il primo obiettivo è la salvezza?
“Innanzitutto la nuova proprietà deve risolvere i problemi causati dalla vecchia, dopodiché si punterà al mantenimento della categoria. Ma non finisce qui, il progetto è a lungo termine e la società è molto ambiziosa”.

Dalla serie B alla Prima categoria. Come procede il rapporto col Tuscania calcio?
“Benissimo. Sono in stretto contatto con Giancarlo Sarachino, Antonio Ciancaleoni, Massimiliano Doschi e Danilo Salvatori e l’obiettivo è lo stesso del Latina: salvarsi e mantenere la categoria. Veniamo da due buone prestazioni contro Gallese e Maremmana e adesso il calendario è positivo perché andremo a incontrare, tra le altre, Tarquinia, Ischia di Castro e Capranica”.

Tornando al Latina, quali sono le differenze tra professionismo e dilettantismo?
“Fortunatamente vengo da una scuola importante che è quella della Lazio, dove cercavo di rubare con gli occhi. Poi sono stato a Salerno dove mi volle Lotito e professionalmente ho avuto una grande maturazione. Credo che ogni categoria assieme ai giocatori adatti debba avere anche figure altrettanto preparate e tra professionismo e dilettantismo la differenza principale sta nell’organizzazione. I dettagli fanno la differenza, al Latina se un’appuntamento è alle 14 è a quell’ora per davvero”.

Per quanto riguarda il calcio nella Tuscia, segui le vicende della Viterbese?
“Certo. La classifica è buona ma so che il patron Piero Camilli ha qualche difficoltà legata alle strutture. Se non sbaglio alcune squadre del settore giovanile vengono a giocare addirittura a Tuscania. E’ un peccato, Camilli è uno che ci mette tanto impegno e basti pensare che è riuscito a portare il Grosseto in serie B. Anche il tifo però è importante, se a vedere il Pianoscarano ci vanno in 400 e a vedere la Viterbese 800 c’è qualcosa che non va”.

Per concludere, a chi dedichi questa nuova avventura?
“Senza dubbio ad Alessia, la mia compagna. La ringrazio di tutto perché molte volte ci ha creduto anche più di me”.

Samuele Sansonetti


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