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“L’ultima follia”, riaprire il teatro san Leonardo

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Viterbo - Teatro San Leonardo - La serata per raccogliere fondi

Viterbo – Teatro San Leonardo – La serata per raccogliere fondi

Filippo Rossi e Annalisa Canfora

Filippo Rossi e Annalisa Canfora

Marcoccia, Fusaro, Rossi e Baffo

Marcoccia, Fusaro, Rossi e Baffo

Viterbo - Teatro San Leonardo - La serata per raccogliere fondi

Viterbo – Teatro San Leonardo – La serata per raccogliere fondi

Viterbo - Teatro San Leonardo - La serata per raccogliere fondi

Viterbo – Teatro San Leonardo – La serata per raccogliere fondi

Gli Hotel Supramonte

Gli Hotel Supramonte

Viterbo – “È l’ultima follia”. Ed è andata in scena ieri sera al San Leonardo.

Andrea Baffo, presidente della Fondazione Caffeina e per una sera attore tra tanti sul palcoscenico, racconta così l’ultima avventura in cui si sono cimentati. Ridare vita a un teatro.

E per farlo, si alza il sipario. Tanti attori, alcuni per caso, altri per professione, raccontano il teatro e la città. Raccontano la follia.

Massimo Mecarini, Stefano Scatena, Giacomo Barelli, Maria Rita De Alexandris, lo stesso Andrea Baffo e Filippo Rossi, Andrea De Simone, Luca Marcoccia, Paolo Moricoli, Raffaello Fusaro, Marcello Mariani e Antonella Canfora, direttrice artistica. Il cast è numeroso.

Tutti sul palco che non è un palco, ma un’enorme impalcatura. Il cantiere del teatro che sarà. La follia che prende forma.

Ognuno ha una frase da leggere, il pezzo della storia da scrivere. Citazioni legate tra loro compongono la performance.

Per svelare il sogno. Il teatro di Caffeina: “Raccontare storie di altri agli altri, o raccontare storie mie a me stesso. Racconterei muto, racconterei immobile, in qualsiasi modo racconterei…”.

In sala, gran parte dei posti sono presi. Sul palco – impalcatura, una promessa: “Siamo una macchina da guerra contro l’insufficienza e non moriremo mai”. Citazioni citate non a caso. Qualcuna calza a pennello di chi la declama: “A volte – dice Filippo Rossi – faccio anche cose senza pensare”.

Dalle parole si passa alla musica, gli Hotel Supramonte. Omaggio a Fabrizio De Andrè nel giorno del suo compleanno. L’atmosfera è informale.

Immancabile qualche ringraziamento, a partire da Carlo Rovelli, imprenditore: “Perché – osserva Andrea Baffo – senza mecenati non si va da nessuna parte”. 

Poi il brindisi collettivo per finire la serata e iniziare l’avventura. L’impalcatura – scenografia da domani lascia il posto a quella vera. Proseguono i lavori, per alzare il sipario sull’ultima follia.

Giuseppe Ferlicca


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