Civita Castellana – Mazzette per l’invalidità, licenziato Bruno Rapiti. Alla vigilia del ciclone “assenteismo”, il 30 gennaio, la Asl ha adottato il più severo dei provvedimenti nei confronti del funzionario sessantenne di Vallerano arrestato lo scorso 19 settembre in flagranza dalla finanza a Orte Scalo mentre si faceva consegnare una bustarella da mille euro dalla vittima, il figlio di una donna malata di cancro che chiedeva la pensione integrativa. È stata applicata la legge Madia.
Rapiti, finito ai domiciliari, nel frattempo ha presentato istanza di patteggiamento. Sotto il profilo penale, se sarà accolta, eviterà così il processo e grazie al rito alternativo potrà beneficiare dello sconto di un terzo della pena. Nel frattempo la difesa sarebbe pronta a ricorrere contro il licenziamento.
L’arresto fece scalpore. Rapiti è infatti un politico di lungo corso. Consigliere d’opposizione, eletto nel 2013 dopo essersi candidato sindaco per la lista “Vallerano in movimento”. I finanzieri lo hanno pizzicato mentre si faceva consegnare la seconda tranche di una tangente da 2mila euro per agevolare la pratica, metà alla domanda e il resto a cose fatte.
Immediatamente fu avviata dalla Asl la procedura di sospensione dal lavoro. In forza presso gli uffici della direzione sanitaria del distretto di Civita Castellana, avrebbe fatto leva sul suo ruolo di funzionario responsabile, cui spettava la compilazione delle pratiche. Secondo l’accusa, i tempi sarebbero diventati biblici senza la mazzetta.
