Viterbo – Migranti, l’attenzione si sposta a San Martino al Cimino. Nuovi arrivi. Voci, forse qualcosa in più, ma tanto basta a generare preoccupazione tra i residenti.
Anche perché il tam tam sui numeri viaggia veloce. Novanta, cento, 150 persone. Ospitate in una struttura adiacente a un albergo del posto. Si dice. O poco distante.
Mentre non si sono ancora spente le polemiche sul campo all’ex fiera. La procedura fa capo alla prefettura e chiama associazioni e privati a rendere disponibili strutture idonee all’ospitalità. L’iter nel caso di San Martino non sarebbe ancora stato ancora ultimato, ma stando sul posto la sensazione, giusta o sbagliata che sia, è un’altra. Più definita di come non possa apparire.
Ieri pomeriggio una cinquantina di cittadini si sono ritrovati in un bar per capire lo stato dell’arte. C’era anche la consigliera comunale Pd Martina Minchella.
A San Martino nel Cimino non sono per chiudere le porte, ma quei numeri che vanno ben oltre la percentuale prevista, preoccupano.
“Ogni mille abitanti – spiega Minchella – si possono attribuire 2,5 migranti e per ogni struttura non ve ne possono essere più di trenta. Qui non è che non siamo pronti all’accoglienza. Io stessa faccio parte di un’amministrazione di centrosinistra e ritengo che sui richiedenti asilo ci si debba muovere in un certo modo. Quello giusto, senza generare preoccupazione.
È difficile in una situazione come questa, d’incertezza, dare risposte.”.
A San Martino vivono in 3500. Rispettando quanto imposto dal ministero dell’Interno, i richiedenti dovrebbero essere meno di dieci.
“Il paese è piccolo – continua Minchella – è chiaro che chi vive qui voglia capire.
Lunedì mattina farò partire un’interrogazione urgente in consiglio comunale, giovedì, per capire la situazione. A oggi, di ufficiale c’è ben poco”.
Giuseppe Ferlicca

