Acquapendente – Riceviamo e pubblichiamo – Lunedì 13 febbraio nella sala del consiglio del comune di Acquapendente, si è svolto un incontro tra il sindaco Angelo Ghinassi e la dirigenza della Asl Viterbo sul tema dell’ospedale di Acquapendente.
Presenti i sindaci e rappresentati dei comuni di San Lorenzo, Valentano, Grotte di Castro, Onano e Proceno.
Dopo i saluti iniziali, il sindaco Angelo Ghinassi introduce l’incontro con l’auspicio di individuare le criticità riguardanti l’ospedale di Acquapendente e i percorsi per superarle, pensando anche alle prospettive future.
“L’ospedale di Acquapendente – afferma Ghinassi – è solo il quarto ospedale della provincia, ma deve essere considerato l’unica struttura ospedaliera in una zona svantaggiata. È necessario individuare dei parametri di qualità – sui quali non si possono fare sconti – ma anche e soprattutto dei parametri di produttività”.
Dopo l’introduzione il sindaco Angelo Ghinassi passa la parola a Daniela Donetti, direttore generale Asl Viterbo.
“Non dobbiamo considerate l’ospedale di Acquapendente come una struttura di secondo livello rispetto ad altri presidi. La Asl ha l’obbligo di garantire il corretto funzionamento dell’ospedale: anche perché abbiamo l’obbligo di mantenere i nostri presidi ospedalieri in equilibrio economico finanziario per aumentare la produttività. Per riuscirci si deve investire in qualità e fare in modo che la gente torni a farsi curare, in modo da coprire le spese. La Asl di Viterbo quest’anno si sta muovendo proprio secondo queste premesse: abbiamo fatto un’analisi dei bisogni del territorio e in base a questi abbiamo cominciato a delineare i nostri servizi all’interno di questa struttura.
Il sindaco di Acquapendente inoltre fa parte del Comitato Ristretto dei Sindaci ed ha quindi la possibilità di accedere ai nostri dati in qualsiasi momento. Nell’ultimo anno abbiamo raccolto dei dati positivi, oltre alle criticità da risolvere: abbiamo migliorato l’indice di performance degenza media della medicina generale diretta dal dottor Iacoponi, migliorando quindi i percorsi interni. Il nostro territorio tuttavia non risponde adeguatamente a tutte le tipologie di carattere polmonare: per alcune stiamo rivedendo i percorsi. Il pronto soccorso è tornato ad essere ampiamente riconosciuto: sono aumentati gli accessi rispetto all’anno precedente (2015). Il principale elemento ancora critico riguarda il 78% dei cittadini del pronto soccorso, che viene per decisione propria e non inviata dal proprio medico: bisogna quindi cercare di migliorare il coinvolgimento dei territori costruendo dei sistemi a rete.
Per quanto riguarda l’attività chirurgica, questa è implementata nell’ultimo anno, con ottanta casi in più rispetto al 2015, ma andrebbe implementata ulteriormente con lo strumento della mobilità dei chirurghi dei presidi vicini, riducendo così la continua migrazione dei pazienti verso Orvieto.
Mettere in moto la macchina ospedaliera è sempre difficile ma l’ospedale di Acquapendente comincia a funzionare, grazie ad un sistema flessibile di gestione risorse umane, trasferendo equipe chirurgiche. Questo sistema ci permette di snellire l’utilizzo di risorse strutturali (come ad esempio l’occupazione di posti letto in ospedali intasati) ed evitare la dispersione di pazienti fuori dalla provincia: in questo modo abbiamo tolto le barriere tra gli ospedali del viterbese per rispondere a una medicina di prossimità.
Un altro problema che è stato risolto riguarda il Pronto Soccorso: fino a poco fa il 118 ci bypassava portando i pazienti a Viterbo: abbiamo stipulato un protocollo per il quale i pazienti che hanno bisogno di un primo soccorso vengono portati ad Acquapendente, mentre quelli che hanno bisogno di soluzioni cliniche più complesse vengono portati al Belcolle”.
Donetti ha quindi passato la parola al direttore sanitario Antonio Bray, che ha ripreso in particolare il problema del bypass di Acquapendente da parte delle ambulanze.
“Vogliamo che Acquapendente – dice Bray – rappresenti un presidio ospedaliero di zona disagiata, in linea con la normativa regionale che lo sancisce e in base alla quale viene definito da determinate caratteristiche: assistenza effettiva h24 sia effettiva; presenza fissa di anestesista, guardia di pronto soccorso attiva e specialisti che possono essere chiamati per consulenze. Stiamo tutelando la dignità dell’ospedale di Acquapendente, investendo soprattutto sulle risorse umane.
Grazie al dottor Iacoponi e al dottor Medori abbiamo identificato le criticità e siamo immediatamente intervenuti aprendo un tavolo tecnico con la direzione del 118 per risolvere il problema.
Abbiamo aperto delle analisi interne: fino allo scorso anno, spesso non venivano rispettate le normative e per questo motivo le ambulanze non si fermavano ad Acquapendente, trasferendo i pazienti al Belcolle. Tuttavia si è convenuto che il trasferimento sia inappropriato in casi di emergenza (come ad esempio insufficienza respiratoria o arresto cardiaco), per i quali l’ospedale di Acquapendente deve essere un punto di riferimento. Acquapendente come zona disagiata merita la nostra attenzione ed ha un ruolo fondamentale nel processo di condivisione delle conoscenze”.
A questo punto ha preso la parola la Dottoressa Maria Assunta Silvestri, Direttore Distretto A, che ha fornito alcuni dati sulle differenze tra il territorio di Acquapendente e la media regionale, in base ai quali sono stati stipulati gli obiettivi da perseguire: “Sono stati individuati due scopi principali per quanto concerne il territorio di Acquapendente, tenendo conto dei bisogni effettivi della popolazione: il primo riguarda lo stato generale di salute, ed il secondo consiste nell’offrire una risposta clinica adeguata”.
Infine, il consigliere regionale Panunzi, dopo i ringraziamenti a tutti i presenti, ha espresso la soddisfazione per l’iniziativa.
“Questi incontri – dice Panunzi – vanno riproposti per combattere la disinformazione: siamo in un’epoca di continuo flusso di notizie ma nonostante ciò non abbiamo spesso le informazioni corrette. Abbiamo individuato quattro ospedali del Lazio, Acquapendente, Amatrice, Bracciano, Subiaco in zone svantaggiate che stiamo cercando di potenziare, nonostante le difficoltà della Regione Lazio, che in questo momento è commissariata”.
In conclusione, il sindaco Angelo Ghinassi ha auspicato, in linea con quanto espresso da Panunzi, il desiderio di ripetere questi incontri con periodicità, per fare il punto della situazione e dare continuità allo sviluppo dell’ospedale di Acquapendente.
Comune Acquapendente

