Viterbo – C’era una volta un re diranno i piccoli lettori… questo l’incipit del romanzo per ragazzi più noto al mondo: il caro Pinocchio, diventato emblema e paradigma del nostro carattere nazionale.
Ebbene: Piccoli lettori cercasi, all’istituto Fantappiè dove si sta realizzando finalmente, dopo più di un anno di impegno progettuale e materiale, una biblioteca scolastica.
Sarà rivolta ai tre ordini di scuola: infanzia, primaria, medie, ma anche aperta alle famiglie e, quindi, agli adulti.
La scommessa è far diventare virale la passione per la lettura che comincia felicemente nei primi anni di vita e si perde nei rivoli dei dover essere scolastici.
La sfida è considerare la biblioteca come luogo della narrazione che, generata dal corpo del teatro, arriva all’immagine del fumetto, passando per le pagine dei libri.
Dunque uno spazio per la relazione, un luogo dove il piacere dell’ ascolto, la messa in campo dell’attenzione prolungata, rompono i confini dell’oralità e della scrittura.
Uno spazio di ricerca culturale attraverso vari linguaggi: a breve partirà un laboratorio promosso dalla rassegna Librimmaginai in alcune classi della primaria, uno di fumetto per la scuola secondaria ed un ciclo di letteratura per ragazzi dell’associazione Il Filo di Eloisa.
Il progetto Biblioteca, promosso dalla scuola, è condiviso con vari enti ed associazioni che interagiscono nel tessuto sociale della città (Arci, Acli, Auser, Genitorinforma, ecc…). Ognuna di loro rappresenta un pezzo di società civile che contribuirà alla realizzazione di una scuola accogliente.
Sarà infatti possibile un’apertura pomeridiana in cui anche i genitori possano incontrarsi in attività di lettura, di alfabetizzazione linguistica (per le famiglie di origine straniera) o di scambio interculturale. Per questo saranno preziosi i contributi di importanti istituzioni scolastiche quali il Liceo M. Buratti e la School Year Abroad di Viterbo.
Dunque, a fronte di pochissime o nulle risorse economiche, molte risorse umane. Alcune anche di alta professionalità, quali il Luq, laboratorio di architetti, il Consorzio Biblioteche di Viterbo, le librerie del centro; la loro consulenza indirizzerà l’allestimento e la funzionalità della Biblioteca scolastica.
Intanto, lunedì 20 febbraio, nei locali in divenire della Concetti, è arrivata una vecchia bicicletta con in sella una valigia, dentro: il kamishibai, antico teatrino giapponese.
Come usciti da un film in bianco e nero, i due guardiaparco, Armando e Lucia, della Riserva del lago di Vico, hanno animato, con racconti affascinanti e a sfondo ecologico, il piccolo teatro di legno incantando gli alunni di quinta, di prima media e dell’infanzia.
Finita la magia della narrazione, il dirigente dell’Iistituto Fantappiè, Alessandro Ernestini, ha presentato i progetti degli alunni su “La biblioteca che vorrei” ai ragazzi, agli adulti presenti, e all’assessore all’ istruzione Antonio Delli Iaconi.
Prossimo appuntamento: lunedì 6 marzo, nei locali della Concetti, dove, insegnanti, genitori, operatori, “tutti d’un sentimento”, come nella migliore tradizione viterbese, s’appresteranno a intraprendere la salita finale per arrivare alla messa in opera della biblioteca Fantappiè.
Perché “fondare biblioteche è un pò come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l’inverno dello spirito” (Marguerite Yourcenar), e noi ci sentiamo come il topo Federico di Leo Lionni: raccogliamo i colori e le parole dell’estate per quando arriverà il freddo e il grigio.




