Viterbo – “Ridiamo voce al popolo”.
Luciano Ciocchetti ne è convinto. Il coordinatore regionale di Direzione Italia sarà a Viterbo il 24 febbraio alle 17,30 all’hotel Salus Terme per presentare il nuovo movimento di Raffaele Fitto.
Ciocchetti spiega come le primarie e coinvolgimento del territorio siano i due cardini dell’azione politica di DI e aggiunge: “Sono temi che ci avvicinano a Salvini e Meloni, ci collochiamo, infatti, nel centrodestra, ma basta decisioni dall’alto prese nelle stanze di Arcore”.
In cosa consiste il progetto di Direzione Italia e che obiettivi si pone?
“Direzione Italia – dice Ciocchetti – è l’evoluzione del movimento dei Conservatori e riformisti, creati un anno e mezzo fa da Raffaele Fitto, a cui molti di noi hanno aderito da subito. L’impegno si concentra nel tentativo di cambiare il centrodestra, cambiare l’Europa e cambiare l’Italia”.
In che modo?
“Cambiare il centrodestra significa portare democrazia perché il centrodestra, in questi anni, è stato governato dall’alto senza coinvolgere i territori. Si riunivano in pochi ad Arcore e decidevano il da farsi sia a livello locale, nei comuni e nelle regioni, sia a livello nazionale. Per noi, bisogna invece tornare alla democrazia. Ecco perché il tema delle primarie è assolutamente fondamentale per ricreare un rapporto con la base e i cittadini a cui far scegliere programmi, idee e progetti”.
L’Europa, invece?
“Non va bene, i trattati sono sbagliati e c’è necessità di cambiarli per ridare opportunità alla nostra gente, alle nostre imprese e al nostro sistema produttivo, che è in ginocchio, con una evidente mancanza di lavoro”.
Infine, l’Italia.
“Serve uno shock fiscale e una riduzione della spesa pubblica per ridare alle imprese e alle famiglie la possibilità di riprendere un cammino che, da dieci anni, si è ormai interrotto. Questo è il progetto di Direzione Italia che ha visto appunto i Conservatori e riformisti unirsi, inizialmente, a tanti movimenti regionali che, nel corso degli anni, si sono costituiti nella crisi dei partiti. Tant’è che, il nostro, è uno schieramento confederale in grado di poter unire liste civiche comunali, regionali e realtà locali che mantengono comunque la loro autonomia sul territorio, ma che aderiscono a un progetto nazionale”.
E’ possibile rimettere insieme questo centrodestra e individuare un leader?
“Bisogna fare le primarie. E’ la nostra base costituente e il motivo per cui Fitto e tanti altri parlamentari hanno rotto con Forza Italia. Bisogna dare ai cittadini la possibilità di scegliere sia i programmi che l’eventuale leader. Non si può più farlo in una stanza ad Arcore, ma solo attraverso il coinvolgimento dal basso”.
Con le altre forze di centrodestra, come vi ponete?
“Noi siamo nel centrodestra, senza sé e senza ma, e siamo alternativi al Pd, al Movimento 5 stelle e alla sinistra. Vogliamo quindi costruire un nuovo centrodestra fondato su un profondo rispetto della base democratica. Siamo disponibili al dialogo con tutti, anche se, in questo momento, ci uniscono di più le posizioni di Salvini e della Meloni, specie appunto su primarie e coinvolgimento del territorio. Speriamo anche che FI convinca Berlusconi che l’unico futuro per il centrodestra è legato a ridare voce al popolo”.
Cosa ne pensa della situazione che sta vivendo il Pd?
“Si sta completando il processo che è iniziato nel 1992 con Tangentopoli con la distruzione del pentapartito, dalla Dc al Partito socialista. Di fatto, rimase in piedi solo il vecchio Partito comunista italiano che, poi, unendosi con una parte proveniente dai socialisti e dalla Democrazia cristiana, in particolare i popolari e la sinistra della Dc, si sono trasformati prima in Pds, poi Ds e infine Pd. Si è avviata l’ultima fase e cioè quella della disgregazione dei movimenti che si erano uniti intorno al Pci”.
Si spieghi.
“Spero presto si completi questa frantumazione e si possa ripartire intorno a una ricomposizione di aree politico-ideologiche chiare che diano il via a un confronto sempre più serrato e chiaro, non sulle posizioni di potere, ma sulle cose da fare per salvare il paese. In particolare, il Lazio vive una crisi sociale, occupazionale ed economica, che è drammatica, e che viene sottovalutata da tutti. Di questo, ne parleremo sia venerdì a Viterbo che nell’assemblea regionale del 4 marzo quando ci sarà anche Fitto. Crisi e lavoro saranno al centro delle nostre proposte”.
Il 24 quindi sarà nel capoluogo.
“Pr quell’incontro, abbiamo messo insieme sindaci e amministratori che, già da tempo, stanno lavorando con me sulla provincia. Si tratta del primo passaggio pubblico. Intendiamo tenere un forte rapporto con una serie di liste civiche, che esistono a Viterbo, e con le quali vogliamo costruire un percorso successivo legato anche al tema dello statuto confederale di DI che rispetta le autonomie locali”.
Pensa che il movimento avrà appeal sull’elettorato di centrodestra?
“Per adesso, sta avendo risultati importanti in grandissima parte del paese e l’assemblea regionale in Puglia du qualche settimana fa ha visto la presenza alla Fiera del Levante di oltre tremila persone. In quella costitutiva nazionale, a Roma, ce n’erano 2500 ed era lo stesso giorno in cui la Meloni faceva la manifestazione a piazza san Silvestro. L’attenzione intorno al movimento c’è, in particolare dal territorio su cui noi puntiamo tutto perché – conclude Ciocchetti – la politica deve ripartire dai problemi diretti della gente”.
Paola Pierdomenico
