Viterbo – (p.p.) – “Riqualificazione urbana, mi rivolgerò alla Corte dei conti”. Giulio Marini (FI) non ci sta. Ci sono tre delibere approvate all’unanimità dal consiglio comunale per interventi che riguardano il miglioramento di aree degradate lungo le mura civiche.
Atti che, spiega Marini, devono essere applicati entro la scadenza a fine giugno del Piano casa regionale. Si rischia sennò di perdere tutto il lavoro.
“Nel 2010 – dice Marini – attraverso il piano casa, prendemmo in esame l’articolo 7 che descriveva i piani di intervento e di riqualificazione.
In maniera condivisa, all’interno del consiglio comunale, deliberammo, a stralci, una serie di perimetrazioni intorno alle mura civiche, da valle di Faul, che era il fulcro dell’attenzione della mia amministrazione, fino ad arrivare alle Fortezze e l’area di Porta Romana. Inclusi anche la stazione di Porta Fiorentina, viale Raniero Capocci, la zona del Pilastro e Pratogiardino fino allo stadio. Un mondo, dunque, che riguardava tutte le aree da considerarsi “più trascurate”.
Nel progetto avevano un ruolo anche i privati che, essendo proprietari di zone intorno alla cinta muraria, avevano la possibilità di riqualificare o trovare delle soluzioni d’accordo col Comune affinché si potesse definire il miglioramento. Per questo programma, abbiamo anche affidato degli incarichi a professionisti esterni a spese dell’amministrazione”.
Sul progetto arrivò, quindi, l’ok del consiglio. “E’ stata deliberato all’unanimità – continua Marini – e quindi doveva solo essere attuato, ma, da quando c’è questa amministrazione, non si è mosso nulla. Più volte ho chiesto in commissione di riesaminare il piano, perché si poteva fare un bando pubblico rivolto ai cittadini. Le ho provate tutte, rivolgendomi al sindaco e all’assessore preposto o facendo richieste, in via ufficiale, anche nei consigli, nelle commissioni e in privato. Perfino l’anno scorso, durante la discussione di bilancio, chiedemmo di portare a compimento questo progetto”.
Ora, la Regione Lazio pone un termine al piano casa. “Se non ci saranno proroghe, scadrà a fine giugno e, se entro questa data, le delibere non saranno applicate, perderanno di validità. Se ciò accadrà, porterò i documenti alla Corte dei conti che valuterà un eventuale danno erariale. Non posso pensare che tre delibere, votate all’unanimità, con percorsi definiti e investimenti fatti, non possano arrivare a compimento.
Più volte il sindaco mi ha detto che stanno lavorando in continuità col passato, ma non mi sembra questo il caso. Per difendere quegli atti – conclude Marini – non mi rimane altro che mettere a conoscenza la Corte dei conti. Spero di non arrivarci”.
