Castel Sant’Elia – No logo, no tarocco.
Si difende così la titolare di un ricamificio-magliera di Castel Sant’Elia contro la quale si è costituito parte civile lo Juventus football club.
La ditta, specializzata nella produzione di abbigliamento sportivo, è accusata di contraffazione e ricettazione perché nei suoi magazzini, il 31 gennaio 2012, la guardia di finanza scovò decine di rotoli di sciarpe con la scritta “Forza nerazzurri”, “Forza bianconeri”, “Forza rossoneri” e i colori delle squadre dell’Inter, del Milan e della Juventus.
Inoltre una decina di paia di calzini, 11 bandierine e 36 portachiavi.
Oggi sono stati sentiti il marito e il figlio dell’imputata.
“Le sciarpe – dicono – non avevano il marchio delle società, quindi erano regolari. Risalgono a venti anni fa. Poi l’articolo è passato di moda, quando le squadre hanno cominciato ad aprire negozi ufficiali. E i tifosi non le hanno volute più. Stavano ammucchiate su dei vecchi scaffali, coperte di polvere. Non le voleva più nessuno e noi non sapevamo cosa farne”.
Stessa versione da parte di una commerciante specializzata nel settore, venuta apposta da Senigallia, nelle Marche.
“Mi rifornivo anche io da loro – afferma -. Facevano le divise per le squadre e altro. Sapevo che avevano dei rotoli di sciarpe senza marchio. Me le avrebbero vendute sotto costo pur di disfarsene. Ma non avrei saputo che farmene”.
Nessuna domanda da parte dei legali dello Juventus football club. Sentenza a dicembre.
