Capranica – Sono stati rinviati a giudizio i tre indagati – una madre, un padre e un imprenditore – accusati di violenza sessuale su due sorelline di 6 e 8 anni, vittime di un presunto caso di pedofilia tra le mura domestiche. Finiti sotto inchiesta nel 2014, i genitori delle bimbe – due 40enni di origine romena – e un imprenditore 47enne di Capranica dovranno ora affrontare il processo davanti al collegio dei giudici.
Per gli inquirenti, gli abusi sarebbero stati ripresi con la telecamera nel maggio di tre anni fa. Dietro la cinepresa, stando allle indagini, l’imprenditore, datore di lavoro del papà delle piccole. Davanti invece il padre, la madre non vedente e le bambine che, ascoltate all’incidente probatorio chiesto dalla pm Paola Conti, sono risultate parzialmente credibili. In aula parlarono col contagocce tra tanti “non ricordo”, e la psicologa Laura Ballarè non è in grado di dire se hanno effettivamente rimosso o se non vogliono ricordare.
Ma le violenze emergerebbero con drammatica evidenza anche dai referti medici delle visite ginecologiche. Le bambine – assistite dagli avvocati Carlo Taormina e Fausto Barili e costituite parti civili -, pur così piccole, avrebbero già avuto rapporti sessuali completi.
Le accuse a carico del padre, della madre e dell’imprenditore sono pesantissime. Violenza sessuale in concorso su minori, aggravata dall’età inferiore ai 10 anni delle presunte vittime. Ma anche atti sessuali con minori. Nonostante le accuse nei confronti dei genitori (il padre deve rispondere anche di maltrattamenti e lesioni), le piccole, che per mesi hanno vissuto in una casa famiglia, sono tornare a vivere con la mamma e il papà.
