Viterbo – Stalking in caserma. E’ finita nel peggiore dei modi la relazione sentimentale tra un maresciallo dei carabinieri 40enne e una 39enne di un centro del comprensorio dei monti Cimini. Lui sarebbe perfino stato messo due giorni in punizione e trasferito da una stazione all’altra “per relazione con persona controindicata”. Era il 2012-2013 e i due si sono denunciati a vicenda per stalking.
Ma mentre l’uomo è stato raggiunto dal 415bis, l’avviso di fine indagini che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, per la donna è stata chiesta l’archiviazione. Il militare però, che a sua volta si sente vittima, non ci sta e attraverso i legali Marco Valerio Mazzatosta e Ilaria di Punzio è pronto a fare opposizione davanti al gip Francesco Rigato. Pronta a dare battaglia anche la ex, che già contava di avere scongiurato il rischio di un processo, assistita da Samuele De Santis.
I tempi però non si preannunciano brevi. L’udienza, in programma ieri, è stata rinviata a giugno a causa di un vizio di notifica. E il giudice presumibilmente si prenderà del tempo per studiare le carte e poi decidere. Nel frattempo sono già passati quattro anni anni dalla rottura ed entrambi rischiano il processo.
Molti degli episodi denunciati dall’uomo sarebbero avvenuti sul posto di lavoro. Il maresciallo sostiene che fosse lei a piombare in caserma per fargli scenate e per parlare male di lui ai superiori. E una volta, il 15 gennaio 2013, lo avrebbe aggredito e morso alla guancia destra, proprio sotto l’occhio, davanti a due colleghi di pattuglia, cui il 40enne aveva chiesto di intervenire per calmarla. Ma che lei, invece di calmarsi, si sarebbe sfogata colpendolo ancora e poi prendendo a cazzotti il cofano della sua macchina, parcheggiata nel piazzale.
Lei sostiene, viceversa, che fosse il maresciallo a portarla con sé in caserma, quando non c’erano i superiori. Le avrebbe anche rivelato notizie secretate su delicate inchieste in corso e le avrebbe perfino mostrato le foto scattate durante i rilievi alla sorella, vittima di un incidente stradale. Accuse che, se confermate, potrebbero affossare una carriera. “Sono stato punito con due giorni di consegna e trasferito ‘per relazione con persona controindicata’”, ha riferito il 40enne, denunciando la ex per stalking.
Per la procura, però, non ci sarebbero riscontri. “Emerge, è vero, un quadro di reciproci contrasti – si legge nella richiesta di archiviazione – ma non vi è prova che siano stati compiuti atti di violenza. Unico episodio circostanziato quello del 15 gennaio 2013 nel quale il querelante avrebbe subito ingiurie e un morso. Anche per tale fatto però mancano riscontri, sia per l’assenza di un referto, sia per il contenuto della relazione di servizio dei carabinieri intervenuti che danno atto di un violento litigio tra i due”.
L’ultima parola spetterà al gip Rigato.
