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Un film su Rosa, dagli occhi di Rosa

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Il regista Fabio Segatori

Il regista Fabio Segatori

Il regista Segatori e l'assessore Barelli

Il regista Segatori e l’assessore Barelli

L'assessora Sonia Perà

L’assessora Sonia Perà

Il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini

Il presidente del Sodalizio dei facchini di santa Rosa Massimo Mecarini

Il regista Fabio Segatori

Il regista Fabio Segatori

Viterbo –  L’atmosfera del 3 settembre, il sudore dei facchini, l’imponenza della Macchina e poi, soprattutto, gli occhi di Rosa. O meglio, quello che quegli occhi “vedono” dall’alto dei maestosi trenta metri in quella notte così magica.

Il regista Fabio Segatori presenta nel dettaglio il progetto del film su santa Rosa.

Cinquantadue minuti di documentario che saranno realizzati dopo almeno 80 ore di registrazione grazie a 12 telecamere sparse sul percorso della Macchina. Quattro di queste saranno posizionate dentro la stessa Gloria e una, forse la più importante, sarà fissata negli occhi della statua della patrona.

“Un prodotto molto più fruibile della ripresa integrale del trasporto – dice l’assessore Giacomo Barelli – e che coinvolgerà tutti i viterbesi. Il 3 settembre, e non solo, la città dei papi si trasformerà in un set eccezionale”.

“Sarà un’opera d’arte – gli fa eco l’assessora Sonia Perà – che servirà a far capire in modo breve ed essenziale cosa è il trasporto anche a chi non lo ha mai vissuto direttamente. Un passo importante per esportare una volta per tutte la nostra tradizione sugli schermi di tutto il mondo”.

“Lo sguardo di Rosa”, questo il titolo del film, sarà un lavoro incentrato molto sulla prospettiva. Una prospettiva nuova e carica di significato.

“Il 3 settembre noi guardiamo Rosa che attraversa la città – spiega il regista Fabio Segatori -. Stavolta, invece, saremo noi a vedere cosa “guarda” lei. Come? Con una telecamera piazzata negli occhi della statua che svetta sulla cima di Gloria. E in un sinuoso gioco di contrasti vedremo come si contrappone il buio delle strade piene di folla, con il bagliore che la Macchina illuminata emana su Viterbo. E’ un po’ la metafora del nostro tempo: un mondo pieno di brutture e oscurità che si contrappone a qualche stralcio di luce e speranza”.

Una profonda carica simbolica e spirituale, dunque. Ma non solo. Largo spazio anche alla fisicità dei facchini e al loro sforzo. “Quattro macchine da presa riprenderanno tutto quello che succede sotto la Macchina – continua il regista -: il sudore, la fatica, i sospiri. Saranno telecamere “sotto col ciuffo” perché i protagonisti sono gli uomini e non la cartapesta o le leghe di acciaio”.

E poi quello che gira intorno al trasporto. Oltre il 3 settembre. “Nel prodotto finale sarà inserito anche tutto ciò che c’è a corollario – ricorda il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini -: dalle cene in piazza, alle minimacchine, passando per le prove di portata. Senza spettacolarizzare troppo, per non perdere di vista la sacralità che c’è alla base della nostra tradizione”.

Ma non è ancora tutto. Per rendere l’opera davvero completa il regista e produttore ha guardato anche al passato. Una parte del racconto, infatti, ripercorrerà la storia della tradizione legata a santa Rosa. Da qui nasce l’appello lanciato ai viterbesi di qualche generazione fa, o ai loro eredi.

Chiunque abbia filmati di repertorio degli anni ’50, ’60 e ’70 è invitato ad inviarceli entro il 20 marzo – prosegue Segatori -. Vecchi super8, vhs o altri tipi di riprese, che siano lunghi o di pochissimi minuti, benfatti o mossi, non importa. L’importante è che ce ne siano e che riguardino il trasporto della Macchina, ma anche le scene di vita quotidiana di quei giorni. Noi ci impegniamo a restaurarli tutti e a inviare al proprietario, oltre che l’originale, la nuova versione su dvd. Sarà il nostro regalo a chi metterà a disposizione questo preziosissimo patrimonio”. 

“Lo sguardo di Rosa”, se tutto procede come da programma, dovrebbe essere pronto il 16 dicembre, giorno in cui sarà proiettato in prima visione al teatro Unione di Viterbo. “Dal 17 – commenta il regista – sarà disponibile per la vendita. Spero che sia il più bel regalo di Natale che i viterbesi faranno e si faranno”.

Un occhio ai costi. Per l’opera completa e per la sua distribuzione occorrono 125mila. 25mila li mette il Comune di Viterbo, 25mila la Baby films, ovvero la società del regista e produttore Fabio Segatori, 25mila una ditta coproduttrice canadese. “All’appello mancano altri 50mila euro – aggiunge Segatori – che cerchiamo tra gli imprenditori viterbesi. Un paio di ditte, non di più, perché non vogliamo spezzettamenti inutili, ma due seri investitori, due main sponsor come succede nei grandi progetti internazionali”. 

E il progetto ha tutta l’aria di essere internazionale. Anche nella sostanza. “Lo sguardo di Rosa”, infatti, nascerà col nome di “Rose’s look” perché la sua versione originale sarà in inglese, così da poter essere esportata all’estero. Poi, ovviamente, sarà tradotta e distribuita a Viterbo e in Italia in italiano. Del resto Fabio Segatori ha già alle spalle produzioni importanti che hanno fatto il giro del mondo e sono stati venduti in oltre 100 paesi.

I lavori inizieranno subito. Praticamente da oggi, giorno in cui parte la ricerca dei vecchi video che possono essere inviati all’indirizzo email fedeselli@gmail.com o contattando il 339/5402423.

Per santa Rosa, avanti. Anzi, per santa Rosa, ciack si gira!

Francesca Buzzi


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