Viterbo – Una situazione al limite del grottesco.
Il duro sfogo di Piero Camilli il giorno dopo Viterbese – Piacenza ha riaperto un dibattito già noto da anni ma allo stesso tempo irrisolto.
“Abbiamo la peggior impiantistica della serie C” ha tuonato il patron gialloblù riferendosi allo stadio (ancora attesa per il generatore di emergenza promesso dal comune) e alla mancanza di un campo d’allenamento per la squadra, costretta ad alternarsi tra scuola sottufficiali dell’esercito e Pilastro per non danneggiare il manto del Rocchi.
Una lacuna che coinvolge in maniera diretta e forse anche maggiore il settore giovanile, gestito da Mario Corinti e che attualmente conta 180 ragazzi.
Sei squadre giovanili più la scuola calcio che come i colleghi più grandi non hanno un campo di allenamento proprio, e tantomeno uno stadio a Viterbo in cui giocare.
Ecco allora che la Berretti (formazione impegnata nel campionato riservato alle giovanili delle squadre di lega Pro) è costretta ad allenarsi al centro sportivo della Vam e andare a giocare le partite in casa a Tuscania, con gli Allievi e i Giovanissimi nazionali che si alternano negli allenamenti con i colleghi più grandi ed emigrano a Vetralla e Vignanello per i rispettivi match interni.
Sono poi coinvolte anche le formazioni più giovani, coi Giovanissimi e gli Esordienti che si allenano e giocano a Villanova, gli Allievi fascia B che si allenano a Villanova ma giocano a Bassano in Teverina e la scuola calcio ospite dell’oratorio Grandori.
Centottanta ragazzi spalmati su tre campi di allenamento e sei di campionato, senza possibilità di crescere al fianco della Viterbese dei grandi e di avere un proprio pubblico di casa.
Il tutto senza poi considerare lo stato degli impianti ospitanti: una situazione al limite del grottesco che tutto sembra tranne fuorché relativa a una squadra di serie C.
Samuele Sansonetti


