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Addio “Fischio”, dalla bottega del barbiere agli spaghetti western

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Il compositore Alessandro Alessadroni

Il compositore Alessandro Alessandroni

 

Il compositore Alessandro Alessadroni

Il compositore Alessandro Alessandroni

 

Il compositore Alessandro Alessadroni con Ennio Morricone

Alessandroni con Ennio Morricone

Soriano nel Cimino – Addio al “fischio” più celebre del cinema italiano. E’ morto domenica a Roma il compositore, direttore d’orchestra e arrangiatore Alessandro Alessandroni,  classe 1925, inventore dell’iconica fischiata del film “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone. E la memoria corre alle colonne sonore del filone spaghetti western. Nonché alla sua adolescenza, vissuta in pieno Ventennio a Soriano nel Cimino.  E’ lì che si trovava la bottega del barbiere teatro delle sue prime esibizioni. Alla chitarra, alla fisarmonica e al mandolino. 

Il maestro, 92 anni compiuti il 18 marzo, nella Tuscia aveva le sue radici. Cresciuto a Soriano, il paese d’origine della madre. Assiduo frequentatore della bottega del barbiere.  Proprio tra i Cimini ha scoperto il suo talento, imbracciando per la prima volta la chitarra.  Fu invece lo stesso Ennio Morricone a chiamarlo in sala di registrazione, intuendo che poteva essere la persona giusta per fargli un fischio. “C’è da fare una fischiatina”, gli disse, come amava raccontare,  divertito,  lo stesso Alessandroni. Poi ha collaborato anche a “Per qualche dollaro in più” e “Il buono, il brutto, il cattivo”. Per questo, Federico Fellini lo ha soprannominato Fischio.

Quentin Tarantino, suo grande estimatore, lo ha inserito tre anni fa nel finale di Django Unchained. Nell’ottobre 2006 si esibì a Palazzo dei priori nell’ambito delle iniziative di Viterbo con amore. In anni più recenti aveva accettato di collaborare con i Baustelle nella canzone “Spaghetti western” (2009) e con Jovanotti in “Quando sarò vecchio” (2011). E’ anche la voce di Mah-Nà-Mah-Nà dei Muppets. Ma tutto è partito da Soriano. 

E’ il 1936 e lui ha 11 anni. Ascolta insistentemente, ogni volta che può, musica classica. Comincia a suonare la chitarra da autodidatta facendosi aiutare da un amico. A 13 anni compra il primo mandolino. Il luogo è particolare. Raccontava, in un’intervista rilasciata al blog Planet Hexacord: “Ho iniziato nel negozio del barbiere, perché nei piccoli paesi è un punto di riferimento: lì c’erano gli strumenti, la chitarra, il mandolino. Lavoravano poco, ma suonavano molto”. Durante l’ultimo anno di liceo forma il suo primo complesso, con il quale gira per locali e balere, dove la band si esibisce il sabato sera. Veloce ad apprendere, nel giro di poco tempo diventa abile in più strumenti, che alterna durante le sue esibizioni: da adolescente è già in grado di suonare la chitarra, il pianoforte, la fisarmonica, il sax, il flauto, il mandolino e il sitar, uno dei primi italiani a cimentarsi in questo complesso strumento a corde.

Ottenuto il diploma al Conservatorio di Roma, trova un impiego nella casa di produzione cinematografica Fonolux: qui incontra il grande Nino Rota, più anziano di lui di 14 anni, che lo vuole nella sua orchestra. Poi, arriva il fischio. Quasi per caso. Alessandroni, a un certo punto, si offre volontario quando Rota ha bisogno di un motivo fischiato. Fischiare diventa il suo nuovo strumento con cui giocare e uno dei momenti caratterizzanti delle colonne sonore western all’italiana.

Musica a tutti gli effetti: “Le mie parti fischiate sono sul pentagramma”, spiegava Alessandroni, “e guai a perdere l’intonazione, a sbagliare”. Lo pensava anche Federico Fellini, autore del suo soprannome. Per lui Alessandroni era semplicemente “Fischio”.

A dare l’annuncio della scomparsa è stato il figlio, sulla pagina ufficiale di Facebook del compositore, multi strumentalista, arrangiatore e direttore di coro. Una cerimonia commemorativa a casa in Namibia con musica e musicisti diretti dal figlio Alex Jr. Alessandroni.


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