Viterbo – (g.f.) – “Città dello sport alla Volpara”.
Da area a pascolo, il salto non è di poco conto. L’idea è del consigliere comunale Goffredo Taborri, mentre la terza commissione discute sulla valorizzazione dell’area. Centro direzionale e produttivo è la proposta della giunta. Lì un tempo doveva sorgere il polo fieristico.
“L’idea – osserva l’assessora Luisa Ciambella – non parte da oggi. In zona, diverse amministrazioni hanno immaginato un tipo di sviluppo simile”. A partire da Meroi sindaco, ma c’è chi va anche più indietro. Dall’allora primo cittadino Fioroni.
“Ma alla Volpara – osserva Taborri – può sorgere solo una città dello sport, con stadio, palazzetto, campi da tennis e da calcetto. Vista la situazione attuale, soldi a disposizione ce l’ha solo il mondo dello sport. Impossibile immaginare altro”. Fosse così semplice…
Intanto anche la riunione di ieri non ha trovato una soluzione condivisa. Serve un terzo incontro, giovedì prossimo.
Alla Volpara, un terreno da 36 ettari da destinare a direzionale, ma secondo Santucci (Fondazione) non essendoci un progetto preciso, meglio sarebbe cambiare la destinazione d’uso solo a un’area più ristretta. Gianluca De Dominicis (M5s) sintetizza: “In questo modo firmiamo una cambiale in bianco”.
E ci scappa pure un battibecco col presidente Aldo Fabbrini. Stanco di quelle che ritiene essere continue provocazioni da parte di De Dominicis. I consiglieri decideranno.
Quello che l’assessora Ciambella non vorrebbe, è lasciare tutto così: “Sarebbe ignobile da parte nostra mantenerlo a pascolo – dice Ciambella – l’obiettivo dell’amministrazione è valorizzare il proprio bene ponendolo all’attenzione anche del privato, per creare ricchezza, nell’esclusivo interesse dell’amministrazione comunale”.
A palazzo dei Priori un’idea ce l’hanno. “Nel programma di mandato e nel documento unico di programmazione che abbiamo approvato in giunta la scorsa settimana – osserva Ciambella – abbiamo ribadito la volontà di realizzare in località Volpara una piattaforma logistica della filiera agroalimentare”.
Manca il progetto. “Non possiamo sperperare soldi pubblici per progetti faraonici che non si adattano al momento storico che stiamo vivendo. Ma possiamo favorire con quest’operazione che ci consente la legge, l’incontro dell’interesse pubblico e privato, per uno sviluppo economico vero per la città, che produca ricchezza e occupazione”.
La via che porta alla valorizzazione della Volpara è lastricata di fallimenti. “Se progetti precedenti hanno fallito – conclude Ciambella – questo non ci esonera dal programmare il futuro della nostra città”.

