Viterbo – (g.f.) – “Bacocco e Arena hanno preso un abbaglio”.
Non si fa attendere la replica di Giulio Marini, dopo l’incontro alle Terme dei Papi. Organizzato dal consigliere comunale Forza Italia, ma disertato dall’altra metà azzurra. E poi criticato.
Perché durante l’iniziativa, due relatori, Rampelli e Ciocchetti, hanno dato lo stop a Berlusconi. Non si può più candidare alla presidenza del consiglio. Mandando su tutte le furie Arena e Bacocco: “Ecco perché Forza Italia non ha partecipato. Berlusconi per noi resta il leader della coalizione”.
È la sintesi della critica. Che Marini respinge la mittente.
“Arena e Bacocco – incalza Marini – hanno perso di vista la realtà delle cose. Forza Italia c’era eccome all’incontro. Con Aracri, vice coordinatore regionale Forza Italia e poi con Moles, coordinatore regionale in Basilicata. Tra l’altro, tutti e due fanno parte del comitato di presidenza Forza Italia. Ovvero, scelti da Silvio Berlusconi”.
Resta però la critica all’ex premier e lo stop a future candidature. “Rampelli – sostiene Marini – che è di Fratelli d’Italia, ha ringraziato per il lavoro svolto in questi venti anni da Berlusconi. Se non ci fosse stato lui, avremmo avuto l’allegra macchina da guerra di Occhetto.
Poi ha spiegato, e non era la prima volta che accadeva, come in queste condizioni non sia possibile una sua candidatura. In queste condizioni”.
Oggi no, domani chissà, per Giulio Marini. “Se la situazione cambia – continua Marini – Berlusconi ha comunque una percentuale di consensi tale da permettere la vittoria. Prima, però, serve che tutte le parti del centrodestra si ritrovino unite. Altrimenti è difficile che si riesca a individuare un candidato vincente. Prima bisogna sviluppare sul territorio i programmi”.
Ascoltare la gente. “Quando si parla di quattro miliardi spesi per i migranti – sostiene Marini – io dico che li spenderei tutti per salvare vite umane. Purtroppo, però, dietro c’è un business che si è sviluppato dietro queste persone. E non va bene, perché è a discapito d’altri investimenti.
Il malessere delle persone va comunque ascoltato”.
Servono i programmi, ma la spaccatura su Berlusconi resta. “Non in Forza Italia. Aracri e Moles sono stati scelti da Berlusconi, figuriamoci se possono mettere in discussione la sua figura. Altro è un’analisi e valutare che se non cambia la situazione, con un risultato positivo da parte della corte europea, è tutto complicato”.
Rampelli però ha opposto un no secco a Berlusconi candidato premier anche nel caso in cui dovesse arrivare l’ok della corte.
“Rampelli ha detto di no – conclude Marini – è una scelta di FdI. Al momento opportuno si faranno valutazioni. A mio modo di vedere, fra averlo e vincere e non averlo e perdere, preferisco la prima ipotesi. Ma ripeto, il centrodestra, più che alla tattica, deve pensare a fatti concreti”.




