Viterbo – Parco canile, altro giro a vuoto. Tutto lo vogliono, a partire da Francesco Serra (Pd) che ha presentato un ordine del giorno a dicembre e del quale ieri in consiglio comunale è iniziata la discussione. Interrotta dopo tre ore.
Perché si farà, ma come, quando e soprattutto dove, impossibile dirlo. “Vogliamo il parco canile e a Novepani – chiarisce l’assessora Luisa Ciambella – ma non c’è la certezza a oggi, perché ancora non ci sono ancora tutte le valutazioni”.
L’area a Bagnaia dove sorge la struttura comunale ha più di un problema. Urbanistico e non solo. I tecnici stanno eseguendo rilievi, non è detto che saranno positivi. Anzi.
Così, ieri, forse sarebbe stato meglio seguire il suggerimento di Maria Rita De Alexandris (Viva Viterbo) ed evitare una discussione che non ha portato da nessuna parte. E men che meno verso il parco. Anzi, il canile ha condotto l’assessora Ciambella, qualche settimana fa, in procura. “Non sono certo andata a fare una passeggiata – spiega Ciambella – si è reso necessario un confronto con le autorità competenti. Ovviamente non posso aggiungere altro”.
I tecnici comunali a Novepani stanno lavorando ai vincoli. “Quello boschivo – continua Ciambella – poi idrogeologico, per il quale dovremo confrontarci con la regione. Anche dal punto di vista urbanistico, ci saranno strutture probabilmente da abbattere e rifare”. Prima di pensare al parco canile, c’è da sistemare il canile.
“Anche con la gestione non ha filato tutto liscio. I volontari svolgono un lavoro meritorio, ma ci sono lacune grandi.
Che il canile per buona parte sia abusivo non se l’è inventato l’assessora Ciambella. Altrimenti, se tutto fosse stato a posto, avremmo bandito la gara per la gestione. Che non abbiamo potuto fare e siamo stati costretti a concedere una proroga, trattandosi di servizio essenziale che non possiamo interrompere”.
Incertezze si sommano a incertezze. “Il comune – insiste Ciambella – se potesse, il canile lo lascerebbe lì. Non ha nessun interesse a spostarlo, ma dobbiamo esserne certi e fare tutte le verifiche”. Pure sui costi.
“Se non potrà essere utilizzata tutta la superficie, ad esempio, accogliendo un minor numero di cani, le spese da sostenere cambiano. Teniamo pure conto che le precedenti amministrazioni hanno acquistato un’area in zona Pratoleva, per spostare la struttura. È arrivato un finanziamento per questo e la progettazione è costata trentamila euro.
Evitiamo di spendere altro denaro eventualmente. Siamo molto attenti. La gente altrimenti non capirebbe. Noi abbiamo razionalizzato le spese, diminuite per 150mila euro grazie a una razionalizzazione che non ha penalizzato il servizio. Ma 600mila euro l’anno di costi restano una follia”.
La proroga alla gestione è fino a giugno. Molto prima, Ciambella si augura d’avere un quadro preciso e stabilire il da farsi. Per il parco a Bagnaia non è stato predisposto un progetto esecutivo e quello presentato, non è andato bene alla regione. “Lo hanno ritenuto non sufficiente – spiega Ciambella – era un progettino, perché il comune non può spendere soldi su un sito che non si sa nemmeno se andrà bene per quell’utilizzo. Già le verifiche in corso hanno un costo”.
Gianluca De Dominicis (M5s) vorrebbe che si ritirasse la delibera che individuava il parco in zona Pratoleva. Per scongiurare la possibilità, che per il consigliere è in contraddizione con la volontà di lasciare tutto dove a Novepani. Non un pensiero condiviso da tutti. Che si faccia il parco va bene, non a Bagnaia. Arduino Troili (Pd) è contrario. I residenti non lo vogliono, sostiene. In qualche modo, Paolo Moricoli (Mo.Ri.) lo appoggia.
“Il parco canile – osserva Francesco Serra (Pd) – è già stato proposto nel 2013 e oggi possiamo porre fine a una vicenda, quella del canile comunale, che si trascina da venti anni. Novepani è la sua naturale destinazione. Capisco che chi vive nelle vicinanze possa non essere d’accordo, ma non mi pare che a Bagnaia ogni giorno ci siano sommosse contro il parco. È una scelta che garantirà il mantenimento dei cani in modo diverso e certamente migliore rispetto a oggi”.
Ma resta un dubbio di fondo. Se il consiglio comunale dice sì al parco, poi che succede? “Il punto, al di là di quello che si può approvare – incalza Gianmaria Santucci (Fondazione) – è cosa vuol fare il comune. Si cerca un project financing? Alla Volpara? A Bagnaia, o a Pratoleva? Dopo tre ore di dibattito, si è capito che per la giunta è ancora tutto da decidere. Se non si sa dove e chi lo finanzia, inutile votare un documento.
Chiaritevi, sennò rischiamo di approvare qualcosa che non si fa”.
Si chiude con un rinvio e un nulla di fatto, un consiglio comunale che sul canile è stato molto poco… parco.




