Viterbo – Caso Manca, condannata Monica Mileti.
Cinque anni e quattro mesi, più 18mila euro di multa. E’ la pena che il tribunale di Viterbo ha inflitto alla 50enne romana accusata di aver ceduto al medico siciliano Attilio Manca la dose di eroina che lo uccise nel 2004.
A dodici anni dalla morte dell’urologo dell’ospedale di Belcolle e a tre dall’inizio del processo a Mileti, la sentenza del giudice Silvia Mattei: cinque anni e quattro mesi, più 18mila euro di multa. Oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Il 15 marzo scorso, dopo aver depositato una memoria, la procura, tramite il procuratore Paolo Auriemma, aveva chiesto per l’imputata quattro anni e mezzo di carcere e 35mila euro di multa, con l’aggravante della cessione continuativa. “Abbiamo tenuto conto della complessità dei fatti e delle varie tesi, tra cui quella delle famiglia Manca – ha detto il procuratore Auriemma nella requisitoria -. Per ogni ipotesi è stata presentata una prova ed è emerso che il medico, pur non essendo un tossicodipendente, era purtroppo un assuntore occasionale di eroina. Ogni altra ipotesi alle spalle di questo processo è fantasiosa”.
Questa mattina è invece toccato alla difesa. Prima della sentenza, spazio all’arringa dell’avvocato Cesare Placanica che ha parlato di “processo indiziario”.
Per la famiglia Manca, invece, quello a Mileti è stato un “processo-farsa”. Per loro la morte di Attilio è stato un delitto di mafia: il medico è stato eliminato dopo aver visitato e curato il boss della mafia Bernardo Provenzano. Ma questa tesi non ha trovato conferma nelle aule di giustizia. Almeno per ora.


