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“Con Il maresciallo Rocca è entrato nella storia della tv”

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Il regista Giorgio Capitani

Il regista Giorgio Capitani

Il regista Giorgio Capitani

Il regista Giorgio Capitani

Mauro Morucci (Tuscia film fest)

Mauro Morucci (Tuscia film fest)

Viterbo – Morte di Giorgio Capitani, i ricordi di Marco Giusti, Gigi Marzullo ed Enrico Magrelli raccolti da Mauro Morucci, direttore del Tuscia Film Fest.


“Stavamo cercando una città non troppo grande, non troppo piccola, bella, ma che non soffocasse la storia con il lato turistico. Abbiamo cercato varie città, ma praticamente ci siamo fermati subito a Viterbo, perché era esattamente quello che cercavamo. Mi ricordo che l’abbiamo vista un giorno che c’era un vento terribile, era inverno, faceva pure freddo. Malgrado tutto questo, l’abbiamo trovata molto bella e abbiamo visto che si poteva ambientare tutto quanto il nostro Maresciallo Rocca a Viterbo”.

Giorgio Capitani raccontava così a Franco Grattarola per il suo libro “La Tuscia nel cinema” il suo incontro con la città “nella quale (con mia moglie) abbiamo deciso d’invecchiare”.

Un rapporto, quello del regista con Viterbo, che resterà legato soprattutto alle immagini del maresciallo Rocca e altre fiction girate in città. Ma Giorgio Capitani, dal 1949 ai giorni nostri, ha lasciato molte tracce nella storia del cinema e della televisione italiana.

“Era un grandissimo signore – dice Marco Giusti, autore e conduttore di Stracult – sempre gentile e disponibile. Lui adorava “Ognuno per sé”, il suo unico western che è anche il mio film preferito fra i suoi. Doveva essere girato da Lucio Fulci, poi lo diresse lui e fu fantastico. E’ un film con personaggi che scivolano sull’ambiguità. C’era una coppia gay. Era davvero stravagante per il tempo e a me piace moltissimo”.

“Ma lui – continua Giusti – ha avuto molte vite: c’è il “Capitani dei piccoli”, melò degli anni ’50 e quello dei moltissimi sketch comici di Carosello. Poi scopre questa vena di commedia gentile molto colta, con film come Che notte ragazzi o La notte è fatta per rubare, con Catherine Spaak e Philippe Leroy. E ancora, Aragosta a colazione e Pane, burro e marmellata con Enrico Montesano, che segnano l’inizio della sua collaborazione con gli sceneggiatori Laura Toscano e Franco Marotta con i quali fece anche Il maresciallo Rocca”.

“Per la tv oltre a Rocca – conclude Giusti – fece Commesse, ma lui amava molto anche le serie sui Papi e mi ricordo di un suo litigio con Lando Buzzanca durante la lavorazione de Il restauratore. Era nato a Parigi e sapeva trattare con gli attori francesi, uno dei pochi in Italia. Era molto gentile, un professionista pazzesco e ha fatto sempre cinema dal 1949”.

“Giorgio Capitani – dice Enrico Magrelli, critico cinematografico, conduttore di Hollywood Party e da anni consulente artistico del Tuscia Film Fest e dell’Italian Film Festival Berlin – è stato l’artefice, garbato, di un cinema popolare ormai sparito. Ha frequentato, con disinvoltura, generi e format narrativi molto diversi. Ed è riuscito a trasferire, con successo, alcuni di questi modelli di racconto nelle sue numerose regie televisive. Con Il maresciallo Rocca, è entrato nella storia della tv italiana”.

“Con lui – dice Gigi Marzullo, conduttore di Cinematografo e autore della prefazione del recente libro di Giorgio Capitani, Il cinema nel cuore – ho avuto un grande rapporto sia professionale che amicale e spesso è stato ospite delle mie trasmissioni. Era un uomo del passato che sapeva vivere il presente, dare consigli e rapportarsi con i giovani. Conosceva il cinema e sapeva dare emozioni non solo con le sue opere ma anche con i suoi racconti. Era colto, completo e affabile. Una grande perdita”.

Con Giorgio Capitani se ne va una figura che tanto ha dato a Viterbo grazie alla sua opera e che dovrà, per forza di cose, essere ricordata in maniera adeguata dalla città.

Mauro Morucci  
Tuscia Film Fest – Italian Film Festival Berlin


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