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“Diffide sbagliate e inutili”

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Giancarlo Daniele e Mauro Mazzola

Giancarlo Daniele e Mauro Mazzola

Giancarlo Daniele e Mauro Mazzola

Giancarlo Daniele e Mauro Mazzola

Giancarlo Daniele e Mauro Mazzola

Giancarlo Daniele e Mauro Mazzola

Viterbo – “Diffide sbagliate e che non servono a niente”. Acqua pubblica, il presidente Ato e della provincia Mauro Mazzola le tiene tutte in mano. Un fascicolo modesto. Sono arrivate da sindaci (pochi) e cittadini, per l’iniziativa promossa dal comitato “Non ce la beviamo”, contrario all’ingresso nel capitale Talete, di Acea.

Solo politica, liquida Mazzola. “Sono arrivate da due sindaci – spiega Mazzola – Grotte di Castro e Fabrica di Roma, poi tutti consiglieri comunali di minoranza, quindi qualcuna anonima. Sono 12, più quelle dei due sindaci”. Quattordici in tutto. Poche e pure sbagliate. Mazzola ne è certo: “Chi ha avuto l’idea non sa manco come funzionano certe cose.

Il presidente Ato e della provincia non decide niente, semmai avrebbero dovuto indirizzarle all’assemblea Talete. Ma poi, adesso? C’è una due diligence in corso che si chiude entro maggio. A quel punto, Talete, i sindaci, potranno accettare o meno. Non si possono mandare diffide e poi non partecipare manco alle assemblee, facendo mancare il numero legale.

Un sindaco impegnato viene e dice la sua sul servizio, le tariffe. Parla del futuro di Talete. Che se salta, saltano pure i comuni”.

Sui costi, Mazzola non è preoccupato. “Se gestiamo il servizio in modo professionale – continua il presidente Ato – le tariffe si possono abbassare. Io vengo da un incontro a Talete. Ne ho parlato con qualche sindacalista e mi è stato spiegato che non c’è una contrarietà a priori ad Acea, il sindacato dei dipendenti vuole un futuro, anche con altre aziende”.

Mazzola non mette in discussione l’acqua pubblica. “Io ho votato l’acqua pubblica – insiste Mazzola – ma l’acqua pubblica è diversa dalla gestione pubblica. Le fonti, le tubazioni, non dobbiamo cederle a privati. La gestione è diversa. Nei comuni, anche in passato, in caso di guasti arrivavano ditte esterne”.

Mazzola ha un obiettivo: “Attraverso un controllo serio e rigido, si deve lavorare per fa funzionare il servizio e se il servizio funziona, è possibile abbassare le tariffe”.

Acea, comunque, non è ancora arrivata e non preoccupano le notizie da Frosinone, dove hanno fatto un passo indietro. “Non stiamo ancora entrando in rapporto con Acea – spiega Giancarlo Daniele dell’Ato – c’è un processo d’aggregazione e se viene accettato, ci sarà un confronto su quello che l’azionista di maggioranza vuole, gli impegni reali, oltre i tecnicismi economici. E in ogni caso, operazioni d’aggregazione hanno senso solo se si va verso l’Ato regionale unico.

Acea attualmente gestisce Roma e gran parte della Toscana. Viterbo è territorio di collegamento, è facile immaginare economia di scala”.

A chi grida no ad Acea e acqua pubblica, in particolare al Movimento 5 stelle, Mauro Mazzola non gliele manda a dire: “Voglio ricordare – conclude il presidente Ato – che Acea è una società pubblica, controllata al 51% dal comune di Roma.

Non si nascondano dietro a un dito, quelli dei 5 stelle. A Roma governano loro. Se qualcosa reputano che non vada, si diano da fare per cambiarla”.

Giuseppe Ferlicca


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