Viterbo – Favoritismi ai buttafuori, sentenza vicina.
Arriverà in primavera la decisione del tribunale di Viterbo sui poliziotti della questura accusati di essere stati troppo teneri con gli steward. Vigilanza abusiva ai mercatini di Natale, consigli su come non farsi revocare il porto d’armi e un’informativa “morbida” sui buttafuori imputati: questi i favoritismi, secondo l’impianto accusatorio.
A giudizio finirono cinque agenti e quattro steward. I primi per favoreggiamento, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e falso; i secondi invece per esercizio abusivo della sicurezza. Ma per i buttafuori è scattata la prescrizione: da gennaio sono fuori dal processo.
Secondo il sostituto procuratore Massimiliano Siddi, i poliziotti avrebbero favorito gli steward agevolandoli nella loro attività e permettendogli di svolgere un servizio di controllo per il quale non avevano i requisiti. Fatti del 2009-2010. Le indagini furono seguite in parte dalla squadra mobile, in parte dai carabinieri. In un caso, uno dei poliziotti avrebbe suggerito a un buttafuori come continuare a detenere la sua pistola e il suo fucile a pompa, malgrado i suoi problemi con la giustizia (era stato denunciato per comportamenti violenti in discoteca).
Ai mercatini di Natale del 2009, invece, alla stessa società sarebbe stato affidato un servizio di “afflusso-deflusso”. Ma per la procura sarebbe stato, in realtà, un vero e proprio servizio d’ordine, camuffato nelle carte e non autorizzato. Infine una presunta informativa “morbida” degli agenti imputati su un’indagine che riguardava i buttafuori e il servizio di sicurezza in una discoteca a Soriano nel Cimino. Per i carabinieri avevano falsificato un contratto per “appropriarsi” del servizio di vigilanza, che non avrebbero potuto svolgere perché non autorizzati. Sull’indagine furono confezionate due informative: una, dei carabinieri, con i nomi dei buttafuori indicati come responsabili di sostituzione di persona e falso in scrittura privata; l’altra degli agenti imputati a carico di ignoti.
Le indagini erano nate da un altro fascicolo a carico dei buttafuori su una serie di pestaggi in discoteca. In quell’inchiesta la procura aveva raccolto una quantità sterminata di intercettazioni tra i buttafuori e i poliziotti. Conversazioni in più di un caso fin troppo amichevoli, secondo l’accusa.
Ieri udienza lampo davanti al collegio dei giudici presieduto da Rita Cialoni (a latere Giacomo Autizi e Giovanni Pintimalli). Il tribunale ha ascoltato l’allora vice questore vicario Vincenzo Cianchella e uno dei poliziotti imputati, che ha rilasciato spontanee dichiarazioni.
