Viterbo – Sigarette elettroniche che scottano, due rivenditori alla sbarra. Una di Montefiascone e l’altro di Viterbo, sono stati rinviati a giudizio per frode in commercio e lesioni colpose dopo la denuncia alla guardia di finanza di un fumatore che avrebbe riportato un’irritazione alla bocca provocata dal liquido della sigaretta elettronica venuto a contatto con la lingua e le gengive. Il processo si è aperto ieri davanti al giudice Giacomo Autizi.
Era il 27 febbraio 2013. La presunta vittima, un falisco, corse in caserma e scattarono i controlli amministrativi presso il negozio di Montefiascone, dove il giovane aveva effettuato l’acquisto e anche presso un rivenditore del capoluogo che aveva la stessa marca. In aula uno dei finanzieri intervenuti: “Per prima cosa abbiamo verificato se ci fosse il marchio Ce sulle confezioni e se ci fossero le istruzioni anche in italiano sui flaconi contenenti il liquido. Queste ultime erano solo in cinese, mentre tutti gli adesivi Ce erano manoscritti, palesemente contraffatti. Abbiano sequestrato anche dei fogli con tutti adesivi tondi sui quali era stato scritto a mano Ce. Il marchio Ce va imposto dall’importatore, è un logo, non può essere manoscritto”. Oltre ai sequestri amministrativi, la procura dispose anche il sequestro penale delle boccette contenenti il liquido che, colando nella bocca del malcapitato, gli avrebbe scottato la lingua. “Furono disposte analisi da parte dell’Arpa e dei Nas dei carabinieri – ha spiegato il militare – ma non so quale sia stato il risultato”. Per la difesa le sigarette non sarebbero risultate tossiche ed erano omologate.
Per i difensori Giuseppe La Bella e Maria Luisa Piccirilli le sigarette elettroniche avrebbero avuto regolare certificato di conformità e il marchio Ce sarebbe stato sugli imballaggi. Prova ne sia che la camera di commercio dispose il dissequestro delle merci, ad eccezione dei flaconi di liquido, finiti tra le prove di reato del processo. “Il mio assistito – ha detto al giudice la Piccirilli, che difende il rivenditore di sigarette elettroniche di Viterbo – ha prodotto alla camera di commercio le mail inviate in tipografia il 13 febbraio, due settimane prima della denuncia, per chiedere di stampare l’etichettatura a norma da apporre sui flaconi”.
Grande assente la parte offesa, che non si è nemmeno costituita parte civile per ottenere un risarcimento delle lesioni. Il giudice ha disposto una nuova convocazione per l’udienza di luglio, avvisando che se il giovane falisco non si presenterà nemmeno in quella data, sarà da intendere rimessa la querela per lesioni che, essendo di parte, se la parte interessata viene meno, è destinata a cadere.
