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Genio e sregolatezza, processo al rush finale

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Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Appaltopoli in aula, il processo Genio e sregolatezza

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Genio e sregolatezza, la perquisizione dei forestali al Genio civile di Viterbo

Viterbo – Rush finale per Genio e sregolatezza. Dopo quattro anni il processo sull’appaltopoli viterbese è arrivato alle ultime battute: questa mattina accusa e parti civili dovrebbero formulare le proprie richieste. Poi toccherà alle difese.

Otto gli imputati davanti al collegio dei giudici presieduto da Maria Luparelli, a latere Giacomo Autizi e Silvia Bartollini (l’unico magistrato ad aver seguito il processo dall’inizio). Di corruzione e turbativa d’asta ne rispondono a vario titolo l’ex sindaco di Graffignano Adriano Santori e l’ex assessore Luciano Cardoni, gli imprenditori Luca Amedeo Girotti, Angelo Anselmi, Giuliano Bilancini e Fabrizio Giraldo e i funzionari del Genio civile Roberto Lanzi e Gabriela Annesi.

Genio e sregolatezza esplode nel 2012. L’indagine del Nipaf della Forestale fa finire in manette tredici persone nel doppio blitz tra l’ottobre e il novembre di cinque anni fa. Gli indagati di punta sono i funzionari del Genio civile Lanzi e Annesi, accusati di intascare tangenti in cambio della distribuzione di appalti a un gruppo ristretto di imprenditori. Un’oligarchia delle gare da cui molti sarebbero stati esclusi ma che trascina mezza imprenditoria viterbese nel registro degli indagati, per un totale di 63 inquisiti.

Gli otto a giudizio nel filone portante aspettano ora la fine del processo: questa mattina sono previste la requisitoria dei pm e le richieste delle parti civili. Poi toccherà alle difese. Dei 63 indagati iniziali, tolta una decina di archiviazioni, altri 32 vanno invece verso il processo.


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