Viterbo – Guerra Gigli-Birindelli.
L’ex direttore dell’Ater fa opposizione davanti al gip Stefano Pepe contro la richiesta di archiviazione delle querele presentate a suo tempo da Ugo Gigli in risposta alle denunce dell’ex assesore regionale tornata a fare l’ingegnere all’ente dopo le dimissioni della giunta Polverini.
Gigli chiede, in sostanza, una riapertura dell’inchiesta con una perizia super partes sulle firme del dirigente oggetto di denunce reciproche tra le parti. Il gip si è riservato.
Sanzionata con una sospensione di dieci giorni dal lavoro nel 2013 per le presunte mancate autorizzazioni dell’ente ad assumere incarichi esterni, la Birindelli è rimasta in malattia fino al licenziamento avvenuto nella primavera successiva.
Nel mezzo una serie di denunce reciproche.
“Sfociate per Gigli in un processo penale già in corso, mentre per tutte le nostre denunce il pm ha chiesto l’archiviazione – spiega il difensore Enrico Valentini -. Siamo tornati a chiedere una perizia super partes al tribunale sulle firme di Gigli, per noi false e frutto di un copia-incolla, in calce alle autorizzazioni presentate dalla Birindelli.
In sede civile – conclude il legale – il giudice ha dato ragione a Gigli, che ha promosso lui stesso il giudizio per essere sicuro del suo operato. Il giudice lo ha confermato, ritenendo legittimo il licenziamento della Birindelli e riconoscendo la falsità delle firme come da nostra perizia. Se fosse stata accolta la richiesta di incidente probatorio fatta a suo tempo, il problema sarebbe stato già risolto”.

