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Gli occhi di Giorgio non potranno essere dimenticati…

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Il regista Giorgio Capitani

Il regista Giorgio Capitani

Giancarlo Gabbianelli con Giannini e Capitani durante le riprese del film sul generale Dalla Chiesa

Giancarlo Gabbianelli con Giannini e Capitani durante le riprese del film sul generale Dalla Chiesa

Giancarlo Gabbianelli

Giancarlo Gabbianelli

Viterbo – Abbiamo chiesto all’ex sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli un ricordo del regista Giorgio Capitani di cui è stato grande amico.


– Giorgio Capitani è entrato nella vita di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo in punta di piedi, come richiedeva il suo innato garbo, la sua profonda, immensa e non ostentata cultura, il suo animo nobile rivolto sempre a donare disinteressatamente qualcosa di sé.

Non vi parlerò del grande regista che Viterbo, di cui è cittadino onorario e negli ultimi tempi cittadino tra i cittadini, non dovrà mai rimuovere dalla memoria.

Perché Giorgio era capitato a Viterbo per caso, agli inizi degli anni ’90, mentre cercava una location per il Maresciallo Rocca e se ne era profondamente innamorato.

Innamorato al punto da mettere come condizione per i film che si accingeva a girare, che la sede principale, se non unica, delle riprese dovesse essere Viterbo.

Un giorno mentre stava girando Callas-Onassis, io mi trovavo fuori e lui mi chiamò e con quel suo umorismo contagioso mi disse: “Sto girando una scena al Metropolitan di New York, che poi è il Teatro Unione di Viterbo”.

E da questa frase traspariva tutto il suo orgoglio per mettere sempre in primo piano la città che amava e che lo ha riamato; tanto che manifestava il suo stupore per come i viterbesi gli esprimevano la loro gratitudine e il loro affetto.

E non solo si schermiva ma spalancava quei suoi grandi e dolcissimi occhi per comunicare la gioia che i suoi concittadini gli restituivano.

Io credo che gli occhi di Giorgio non potranno mai essere dimenticati da chi li ha incrociati perché in quello sguardo erano ricompresi i buoni sentimenti, la voglia di donare la sua arte, ma soprattutto il suo grande cuore. Il tutto fatto con la leggerezza e il pudore dei grandi.

Giorgio non ci priverà di quel sorriso e di quegli sguardi da quell’immensa prateria che sta già percorrendo in lungo e in largo per comunicarci, come solo lui sa fare, la curiosità per la vita e i sentimenti più nobili di una storia unica e impareggiabile.

Giancarlo Gabbianelli


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