Viterbo – Per farle entrare tutte ai piedi del palazzo papale ci è voluta più di un’ora. E comunque la piazza non è bastata. Le ultime arrivate hanno potuto fare solo capolino dal ponte che porta di fronte al duomo di san Lorenzo (fotogallery – slide).
Un rombo continuo e assordante ha accompagnato l’intera mattinata dedicata alla Motobenedizione.
Moto di tutti i tipi e di tutti i tempi. Dalle più antiche alle più moderne. Da quelle più grandi e pesanti alle più piccole e maneggevoli. Oggi era la loro giornata.
Loro e, ovviamente, dei motociclisti, arrivati in sella alle loro “ragazze” con la divisa più adatta: giacche in pelle con simboli e stemmi vari, caschi luccicanti e stivali alti.
“Vi porto con gioia il mio saluto – dice il sindaco Leonardo Michelini – anche in veste di ex motociclista. La vostra passione vi porta a godere più di altri dei paesaggi della nostro splendido territorio”.
Poi un consiglio. “Rispettate sempre le leggi – continua il primo cittadino -: quelle delle strada e quelle della fisica che servono per tenervi ben saldi alle vostro amate moto. Io, dal canto mio, farò il possibile perché si organizzino a Viterbo sempre più eventi che coinvolgano il mondo delle due ruote”.
Subito dopo uno scambio di targhe ricordo che i centauri hanno voluto donare al comune di Viterbo e alla curia per la disponibilità dimostrata nell’organizzazione dell’evento di oggi che, con la primavera alle porte, inaugura la stagione motociclistica.
Affascinato anche il vescovo. “E’ uno spettacolo impressionante – esordisce monsignor Lino Fumagalli prima della benedizione -. La piazza è così piena che se continua così il prossimo anno saremo costretti a trasferisci al campo sportivo! Io, a differenza del sindaco non sono mai stato motociclista, ma questo mondo mi affascina molto”.
Ecco perché. “Penso che il senso di libertà che vi fa provare la moto è a dir poco unico – continua Fumagalli -. E poi è un ottimo modo per entrare in sintonia con il mondo che ci circonda e anche con noi stessi. Siate prudenti però! Non abusate mai del mezzo che avete tra le mani perché le teste, anche se dure, ci rimettono sempre quando vanno a cozzare con l’asfalto o con gli alberi”.
Provare la due ruote, però, è una tentazione troppo forte, alla quale anche il vescovo cede. E così accompagnato dagli esperti amatori sale in sella a un paio di moto, rigorosamente parcheggiate e a motore spento.
Spazio, infine, alla solidarietà con uno stand installato in piazza che ha offerto la colazione ai centauri e messo a disposizione un salvadanaio per la raccolta di fondi destinati ai terremotati del centro Italia.
Francesca Buzzi







