Viterbo – “Non può non esserci accoglienza a Viterbo”. Il nuovo prefetto Nicolò D’Angelo parte dall’emergenza migranti.
Di origini siciliane, nella sua carriera più che quarantennale nella polizia di stato ha ricoperto importanti incarichi nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata. Ma arrivare alla prefettura di Viterbo “è un onore. Anche perché ho già vissuto in questa città dal ’68 al ’71, prima di trasferirmi a Roma con la famiglia”, dice il neoprefetto dalla sala Coronas dell’ufficio territoriale del governo.
Nato a Trapani il 5 febbraio di 63 anni fa, dal 1997 al 2003 è stato a capo della squadra mobile della questura di Roma. Ha arrestato, tra gli altri, i componenti della Banda della Magliana e i responsabili dell’omicidio di Marta Russo, la studentessa universitaria uccisa alla Sapienza.
Questore della Capitale dal 2014 al 28 febbraio scorso, è stato nominato dal consiglio dei ministri trentunesimo prefetto di Viterbo. “Ricopro questo incarico da soli cinque giorni – spiega D’Angelo -. E’ per me, questo, un periodo di conoscenza del territorio e di tutte le sue criticità. L’obiettivo è quello di essere un prefetto collante tra le istituzioni, di essere d’aiuto ai sindaci della provincia. Li andrò a conoscere uno a uno, affinché possa seguire passo passo e in prima persona l’evolversi di tutte le situazioni. Voglio essere un prefetto vicino alla cittadinanza”.
D’Angelo affronta subito l’emergenza migranti nella Tuscia, ma dribbla sul centro d’accoglienza all’ex fiera di Viterbo. “Non ne so ancora nulla – ammette -, ma nella Capitale ho già affrontato questo tipo di emergenza, come quella legata al terrorismo. L’immigrazione è un’emergenza di tutta l’Italia, e il Paese la sta gestendo bene. E’ fondamentale, però, non creare allarmismi e strumentalizzazione. Non accogliere i migranti a Viterbo è impossibile e impensabile, anche perché il senso d’accoglienza non deve mancare in una società che si professa tale a 360 gradi. Da sempre siamo un Paese accogliente, e negli ultimi anni abbiamo gestito un’emergenza immigrazione estremamente difficile. Penso agli sbarchi a Lampedusa e al senso di comunità che ci ha contraddistinti. Un senso di comunità che non dobbiamo perdere. Mai”, conclude D’Angelo che sostituisce Rita Piermatti.
Raffaele Strocchia


