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“I messaggi su Whatsapp sono un falso clamoroso”

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L'avvocato Giovanni Labate

L’avvocato Giovanni Labate

 

L'avvocato Carlo Taormina

L’avvocato Carlo Taormina

 

L'avvocato Fausto Barili

L’avvocato Fausto Barili

Viterbo – “Quei documenti sono un falso clamoroso, denuncerò il mio ex genero per calunnia”. Non senza durezza il padre replica alle presunte rivelazioni dell’ex fidanzato della figlia finito a processo per stalking.

Si fa sempre più incandescente il clima del processo allo chef 43enne di Capodimonte accusato di avere perseguitato per oltre un anno la giovanissima ex, una 24enne di Bagnoregio conosciuta quando era ancora una sua studentessa minorenne dell’istituto alberghiero e lui il professore di cucina. Il cuoco, durante l’ultima udienza, ha rilanciato, accusando l’ex suocero di complotto. 

Durante l’ultima udienza i difensori Fausto Barili e Carlo Taormina sono stati autori di un colpo di scena che adesso potrebbe però sfociare in una denuncia per calunnia. Hanno consegnato al giudice Silvia Mattei una produzione documentale relativa a una presunta chat su Whatsapp tra il padre della presunta vittima e il nuovo fidanzato, anche lui ventenne, in base alla quale il genitore avrebbe tramato per allontanare l’imputato dalla figlia, facendo arrivare alla giovane messaggi minatori come se fossero stati del suo ex. 

“Mandali a tutte le ore della notte”, direbbe l’uomo al ragazzo. “Ma davvero devo scrivere quelle cose?”, gli risponderebbe il ventenne. “Sì – replicherebbe il padre – lo dobbiamo far uscire dalla sua vita. Bravissimo, continua così, lei adesso lo odia”. “Quella documentazione è un clamoroso falso – secondo il difensore di parte civile Giovanni Labate, che assiste la 24enne e la famiglia – siamo pronti a presentare denuncia per calunnia all’autorità giudiziaria”. Il legale punta il dito contro i tempi, per lui fortemente indicativi, scelti dalla difesa per mettere a segno il “colpo di scena”: “Guarda caso il documento è stato prodotto solo a metà istruttoria dibattimentale. E soprattutto dopo avere sentito il teste che avrebbe potuto chiarire i fatti, cioè il giovane che sarebbe l’interlocutore del padre”. 

Non basta al padre, sentito in aula dal giudice sulla questione, avere negato di avere a che fare col presunto scambio di messaggi sulla chat di Whatsapp. “Siamo pronti alla denuncia”, ribadisce l’avvocato Labate.  Lo chef, a processo per stalking, calunnia, detenzione di stupefacenti e danneggiamento, dal canto suo ha sempre gridato al complotto. E questo nonostante a capodanno del 2015 sia finito ai domiciliari, con l’ulteriore precauzione del braccialetto elettronico, per avere fatto arrestare la ex dai carabinieri, nel settembre 2014, dopo averle nascosto della cocaina in macchina. La sera del 24 dicembre 2014, inoltre, avrebbe incendiato i cassonetti sotto casa degli ex suoceri, mentre erano alla messa di Natale. E l’avrebbe minacciata di diffondere materiale pornografico sul suo conto, se non fossero tornati insieme, inviando imbarazzanti fotomontaggi con il suo volto al posto di quello di attrici a luci rosse al padre. Si torna in aula a fine mese. 


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