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“Le istituzioni sono ancora povere di donne”

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Viterbo - Fidapa - L'incontro a palazzo Brugiotti

Viterbo – Fidapa – L’incontro a palazzo Brugiotti

Laura Allegrini e Maria Teresa Lecchini

Laura Allegrini e Maria Teresa Lecchini

Barbara Cupisti

Barbara Cupisti

Viterbo - Fidapa - L'incontro a palazzo Brugiotti

Viterbo – Fidapa – L’incontro a palazzo Brugiotti

Chiara Frontini e Daniela Bizzarri

Chiara Frontini e Daniela Bizzarri

Valentina Cardinali

Valentina Cardinali

Vincenzo Ceniti e Mario Brutti

Vincenzo Ceniti e Mario Brutti

Viterbo – (g.f.) – “Le istituzioni sono ancora povere di donne”. A settant’anni dal suffragio universale, il cammino d’emancipazione e uguaglianza è tutt’altro che concluso.

Laura Allegrini, senatrice, apre l’incontro organizzato con Fidapa, su quanto finora percorso e sulla strada, ancora molta da fare, da quel lontano 1946.

“Dovrebbe esserci – spiega Laura Allegrini – naturalezza nell’eleggere donne, perché lo richiede la società. Più della metà dell’elettorato è donna. Invece non è ancora così.

I problemi sono tanti, a cominciare dall’accesso alle professioni. Fino al 1958 non era possibile entrare in magistratura.

Ma non solo, solo dal 1996 la violenza sulla donna è reato contro la persona e non contro la morale pubblica”.

L’incontro, a palazzo Brugiotti, su donne Costituzione e riforme a palazzo Brugiotti.

I saluti dalla presidente Fidapa Viterbo Maria Teresa Lecchini e quelli istituzionali da Daniela Bizzarri, consigliera comunale di parità. Che siede in prima fila accanto alla collega Chiara Frontini. In consiglio comunale fanno scintille, una contro l’altra, all’incontro l’atmosfera è decisamente più serena. Non si sa mai, poco dopo arriva il consigliere regionale Daniele Sabatini e si siede accanto. Qualora servisse, mette a disposizione la sua capacità di mediazione.

“Per occupazione femminile – spiega Valentina Cardinali, docente – siamo penultimi in Europa. Dopo di noi, solo la Grecia. Le donne che lavorano sono il 48%, gli uomini il 60. Situazione drammatica al sud. Va un po’ meglio al centro nord”.

Al tavolo anche Cinzia Dato e Barbara Cupisti, attrice e regista che ha collaborato tra gli altri con Tinto Brass e Dario Argento e ha avuto diversi riconoscimenti, in particolare per la sua attività in cui si è specializzata, i documentari.

Il suo ultimo lavoro, proiettato in anteprima all’incontro. Un’anticipazione di Womanity. “La prima volta che lo si vede fuori dalla sala di montaggio – spiega Barbara Cupisti – è il mio decimo film in dieci anni, tutti sui diritti umani. Tre erano su rifugiati, prodotti da Rai Cinema”.

Womanity parla di donne, storie nel mondo, mamma e figlia attaccate con l’acido dal marito e padre o una donna che rimasta vedova e per non voler andare a chiedere l’elemosina o sposare suo cognato, in Egitto  per quarant’anni ha vestito i panni di un uomo per lavorare a Luxor come lustrascarpe.

Altre storie faranno parte del racconto. C’è ancora molto da raccontare.


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