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Lite tra donna al volante e pedone, guerra in tribunale

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Sutri – La donna al volante vuole 5mila euro di risarcimento dal pedone che l’avrebbe presa per i capelli e schiaffeggiata in mezzo al traffico. Lui, che stava facendo jogging, rilancia e gliene chiede 50mila per calunnia.

Prosegue a colpi di carte bollate la guerra tra una giovane automobilista di Sutri e un 69enne del posto, denunciato dalla donna per lesioni a fine giugno dopo una doppia lite per questioni di circolazione stradale.  Il pedone avrebbe impedito il transito alla vettura, la vettura avrebbe impedito il transito al pedone. Tra i due ci sarebbe stato un primo alterco, finito a parolacce.

La donna sarebbe sgommata via, ma pochi metri più avanti sarebbe stata costretta a fermarsi a causa del traffico. Raggiunta nel frattempo dal corridore, avrebbero ripreso a litigare. A quel punto il 68enne si sarebbe infervorato, avrebbe aperto lo sportello della vettura, l’avrebbe presa per i capelli e schiaffeggiata. Fatto sta che l’automobilista si è fatta medicare dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale di Ronciglione, con una prognosi di 30 giorni. Quindi, munita di referto, è andata a sporgere denuncia dai carabinieri. 

Ma la procura, dopo l’avviso di fine indagine, ha archiviato il caso. Il difensore del 68enne, Marco Russo, dopo l’avviso di fine indagine, ha infatti condotto ulteriori indagini difensive e trovato un anziano testimone, che non avrebbe visto pestaggi, ma solo assistito a un litigio. Nessun processo penale, ma non è finita lì. La donna, facendo appello su Facebook, ha trovato a sua volta due testimoni e così il caso, ieri, è finito davanti al giudice di pace Alessandro Mandolini.

L’automobilista chiede un risarcimento di 5mila euro per lesioni. Testimoni due donne che pur dicendo di aver visto l’aggressione, non si capisce perché non siano intervenute in soccorso della presunta vittima. “Mendaci”, per l’avvocato Russo, che – colpo di scena – ha presentato domanda riconvenzionale. “Si ha – spiega il legale – quando il convenuto non si limita a difendersi, chiedendo il rigetto della domanda proposta contro di lui, ma esercita, a sua volta, un’azione, assumendo a sua volta veste di attore”. Ergo. Convinto di essere vittima di calunnia, il 68enne chiede adesso un maxirisarcimento di 50mila euro all’automobilista. E così la vicenda approderà, data l’entità della richiesta, davanti al giudice civile. 


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