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“Lottate per i vostri diritti, amatevi e non vi arrendete mai”

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Daniela Bizzarri

Daniela Bizzarri

Viterbo – “Lottate per i vostri diritti, denunciate le violenze, amatevi e non vi arrendete mai”. Daniela Bizzarri dedica queste parole alle donne e non solo oggi, 8 marzo, ma tutti i giorni dell’anno.

Lei che per le donne ha sempre combattuto con determinazione per vedere riconosciuto il loro ruolo nella società.

Le ha ascoltate, consigliate e supportate. Incoraggiandole a denunciare violenze e soprusi. E’ in prima linea da anni, prima nel sindacato, poi come consigliera di pari opportunità. Ora in Comune continua a darsi da fare, ma ammette di avere qualche rammarico… per “gli ostacoli incontrati nello svolgere il suo lavoro”.

Cosa ne pensa dell’8 marzo?
“Sono ricorrenze che non mi piacciono – dice Bizzarri – così come l’idea dello sciopero generale, che viene usato da strumento per farsi sentire e per far sentire la propria voce. Ci sono altri modi per farlo. Molto devono fare le associazioni, ma soprattutto le donne che stanno in politica e che hanno un ruolo primario nelle sedi istituzionali”.

Tornando alla festa.
“Rivendichiamo una festa sulla scorta di una tragedia che ha visto la morte di tante operaie arse vive in fabbrica. Sarebbe quindi più opportuno lavorare sul riconoscimento del ruolo femminile a partire, per esempio, dai luoghi di lavoro.

Non si sa per quale perverso meccanismo, una donna, a parità di bravura e responsabilità, debba prendere uno stipendio inferiore a quello di un uomo. Svantaggi ce ne sono anche quando va in maternità, perché poi il rientro è spesso traumatico e si deve ricominciare da capo”.

Cosa fare quindi?
“Penso a misure e interventi legislativi che favoriscano il lavoro e l’aggiornamento professionale da casa per non perdere una buona parte del percorso occupazionale”.

Secondo lei, le donne si fanno sentire e combattono per i loro diritti solo a ridosso di questa giornata?
“Sono convinta che a ridosso di questa festa, se ne ricordi tutto il mondo e che anche da parte delle donne l’attenzione non sia continua per tutti i giorni dell’anno. Spesso, ci capita di intraprendere una lotta solo quando siamo messi nelle condizioni di farlo. Nei posti di lavoro, per esempio, solo quando subiamo un’ingiustizia, pur sapendo, il più delle volte, che il trattamento che ci viene riservato non è alla pari con quello degli uomini. Dobbiamo, invece, difendere il nostro ruolo di essere donne. Sempre”.

Lei lo ha fatto?
“Sono stata dall’87 responsabile del coordinamento delle donne della Cgil e poi consigliera di parità, in Provincia e in Comune. Ho sempre lottato per i diritti delle donne, aprendo centri di ascolto sia per le donne vittime di violenza che per chi aveva dei problemi. Ascoltare è fondamentale e non solo le donne ma anche gli uomini, soprattutto nel contesto attuale, perché i rappori sono cambiati e non c’è più la condizione del padre/marito padrone. Tante cose, in questo modo, ce le potremmo evitare…”.

Cosa intende?
“Su certi argomenti, come per esempio lo stalking o i femminicidi, si dovrebbe iniziare a parlarne già dalle scuole, per sensibilizzare da subito i nostri ragazzi e crescerli nella cultura del rispetto”.

C’è altro che viene sottovalutato?
“Un dato mi ha molto colpito ed è quello per cui, negli ultimi 15 anni, il numero dei bambini che hanno perso la mamma per colpa del padre sono arrivati a circa 1628. Per me, sono delle vittime secondarie e di loro non si parla mai anche se subiscono indirettamente la violenza di genere. Ora, c’è una proposta di legge per aiutarli, ma, come al solito, siamo dovuti arrivare a tanto prima di intervenire e, invece, on possiamo permetterci di agire in ritardo.

Ci sono poi da rivedere le misure usate per proteggere le vittime, come i braccialetti o gli allontanamenti, che non sono sufficienti. Basta poco, infatti, perché chi commette le violenze o lo stalking, possa poi arrivare all’estremo. Bisogna quindi inasprire le pene per garantire più sicurezze per le vittime. Pene esemplari combinate con il lavoro delle associazioni che aiutino sia gli uomini che le donne”.

Oggi è in programma a palazzo dei Priori un’iniziativa per le donne, “Vies en rose”, organizzata col centro studi Santa Rosa. 
“Raccontiamo le vite di donne che hanno avuto un ruolo importante nella storia della città ed è un modo per celebrare l’8 marzo nel segno della cultura e della viterbesità. Spesso, mi confronto con Eleonora Rava, che è una donna infaticabile, ed è con lei che abbiamo fatto dei progetti a favore delle donne. Fare un convegno potrebbe sembrare inutile, ma in realtà non è così, perché parlare porta ad agire”.

E’ soddisfatta del suo lavoro in Comune?
“Come consigliera delle pari opportunità, cerco di dare il mio contributo per aiutare sia gli uomini che le donne. Sempre, e non solo in occasione di certe ricorrenze. Non posso comunque negare di avere dei rammarichi, volevo creare un centro d’ascolto per portare la mia esperienza in Comune, ma questo non è accaduto”.

Perché secondo lei?
“Forse perché qualcuno non era contento… mi è stato anche detto che non c’era una stanza per farlo… insomma non ho fatto che trovare ostacoli. Questo, però, non mi ha impedito di ascoltare la gente, una cosa che ho fatto, sempre e comunque. L’ascolto non è che la prima parte, da lì poi, si ragiona su come intervenire con supporti economici o morali, anche grazie al contributo di esperti del settore. Tanto non ho potuto fare anche nel campo dei servizi sociali”.

Cioè?
“Non ho potuto dare una mano quando invece, per me, è una cosa naturale. Ognuno si merita di fare quello che sa fare e io queste competenze, le ho nel dna. Nonostante tutto, in questi quattro anni di politica, ho avuto una grande soddisfazione che viene dal rispetto e dalle parole di tanti uomini e donne che mi hanno ringraziato e non solo per la mia presenza in consiglio e nelle commissioni. Quando si è chiamati a governare la città, infatti, questo non è che un aspetto. Bisogna partecipare alla vita attiva in mezzo alla gente”.

Un messaggio alle donne?
“Non si devono arrendere e non si devono sottovalutare. Lottate per i vostri diritti e amatevi. In caso di soprusi, denunciate chi li commette, perché ci sarà sempre qualcuno pronto a dare una mano e a trovare qualcuno che risolva il problema. Io – conclude Bizzarri – sono qui”.

Paola Pierdomenico


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