Viterbo – “Mi hanno rubato la Porsche”, ma per l’Interpol non è vero.
E’ finito a processo con l’accusa di calunnia un cittadino che aveva denunciato alla polizia il furto della propria auto: “Mi hanno rubato la Porsche”, avrebbe detto agli agenti.
La querela viene sporta il 23 agosto di sette anni fa e la squadra mobile della questura di Viterbo fa subito scattare le indagini. Anche in ambito Schengen: a cercare l’auto ci pensa perfino l’Interpol. Passano i mesi ma della Porsche neppure l’ombra. Fino al 2011 quando viene individuata in Bielorussia: sta per essere reimmatricolata ma la polizia internazionale, rintracciandola, la blocca.
Partono le verifiche, al termine delle quali gli agenti slavi inviano alla questura viterbese un documento, scritto in cirillico: l’auto 20 giorni prima della denuncia (il 3 agosto 2010) sarebbe stata importata in Bielorussia dalla Lituania. Questo sarebbe emerso dagli approfondimenti dell’Interpol. Così, per i poliziotti, la querela sporta è falsa: nessun’auto rubata, l’uomo – secondo l’accusa – avrebbe concordato il furto o addirittura venduto la Porsche. Da qui l’accusa di calunnia, per aver denunciato il falso.
Ora spetta al tribunale di Viterbo, giudice Silvia Mattei, sbrogliare la matassa di un giallo tra Italia, Lituania e Bielorussia.
