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“Faremo morire di sete e fame i pazienti sotto sedazione”

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Giuseppe Fioroni - Biotestamento - L'intervista al Corriere della Sera

Giuseppe Fioroni – Biotestamento – L’intervista al Corriere della Sera

Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni

Viterbo – “Faremo morire di sete e fame i pazienti, sebbene sotto sedazione…”.Biotestamento, la legge arriva alla Camera e si conoscono già favorevoli e contrari. Giuseppe Fioroni è fra  ultimi. Voterà no e il Corriere della Sera lo intervista in contrapposizione a Stefania Prestigiacomo, schierata sul sì.

“È un testo sull’eutanasia – spiega il parlamentare Pd viterbese – non sulle dichiarazioni anticipate di volontà. Sarebbe stato più dignitoso ammetterlo, anziché usare una forma ipocrita”.

In particolare a Fioroni non piace il carattere vincolante del testamento, per il medico. “I sanitari non potranno discostarsi da quanto è stato scritto. Oltre al fatto che vengono inclusi tra i trattamenti suscettibili di essere interrotti, l’idratazione e la nutrizione artificiali.

Significa che nel terzo millennio faremo morire di sete e di fame i pazienti, sebbene sotto sedazione profonda. C’è ipocrisia anche quando viene chiamato in causa il principio di autodeterminazione”.

La giornalista Margherita De Bac fa notare a Fioroni che idratazione e nutrizione non sono acqua e cibo, sennò si parlerebbe di alimentazione. Senza contare che società scientifiche convengono nell’equiparare queste pratiche ad atti medici.

Fioroni non concorda: “E che c’entra? Non importa come vadano considerate. Se cura o non cura. Il risultato è che viene procurata la morte in modo non compatibile con la dignità umana e che la fine può arrivare a giorni di distanza dal momento dello stop”.

Non è sola criticità che l’esponente politico viterbese riscontra nel testo della legge. “Il legislatore commette un’aberrazione interrompendo il circuito virtuoso tra paziente, familiari e medici, fra i quali si è formata una comunità di affetti.

Sono terrorizzato da un parlamento che scrive ricette di medicina in modo generico. Noi non dobbiamo fare ricette”.

Fioroni però ammette che nel Pd il suo è un pensiero largamente minoritario. “La stragrande maggioranza è per il sì, poi c’è una ristretta minoranza appartenente alla sensibilità dei cattolici democratici. Una decina? Non importa quanti siamo, comunque il nostro no non basterà a incidere sul voto.

Mi chiedo se gli italiani sono coscienti che stiamo per approvare l’eutanasia attiva e che la posizione dei deputati non corrisponde al sentire dei comuni cittadini, molto preoccupati”.


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