Viterbo – (g.f.) – Museo civico, nemmeno quattromila ingressi l’anno.
L’amministrazione Michelini l’ha reso di nuovo fruibile, ma la riapertura a “mezzo servizio” si fa sentire. L’assessore Luisa Ciambella non si nasconde dietro a un non esaltante numero di biglietti staccati.
“Il comune – spiega Ciambella in commissione – sta sperando nel recupero dell’intero immobile, comprese le due sale danneggiate dopo il crollo”. Non è un caso che il museo figuri nell’elenco dei beni da valorizzare. Anche se di soldi ne servono e parecchi.
“Circa 350mila euro – spiega Ciambella – in bilancio speriamo almeno di reperire risorse per almeno cominciare, un primo stralcio. Si possono pensare modalità diverse, non escluso un partenariato fra pubblico e privati”.
Con qualcuno interessato al recupero e quindi alla successiva gestione. “Sono ipotesi – osserva Ciambella – di cui parlo senza voler rubare la scena a nessuno, perché se ne è discusso in giunta.
Nemmeno quattromila ingressi l’anno, un museo di provincia ne fa molti di più. Ma ci lavorano persone dalla mattina alla sera, che aspirano a staccare biglietti.
Seppure con risorse limitate, siamo riusciti a riaprirlo. Ma una piccola parte. Sono esposte nemmeno un terzo delle opere custodite. Ripristinare le due sale è fondamentale”.
Con una struttura “a mezzo servizio”, anche operazioni come lo scambio con la National Gallery e l’esposizione dell’opera di Mantegna, rischiano di non essere valorizzate quanto dovrebbero. “Non abbiamo un struttura in grado di mettere nel giusto risalto quello che abbiamo”.

