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“No alla privatizzazione dell’acqua”

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Bengasi Battisti

Bengasi Battisti

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – 22 marzo 2017, “Giornata mondiale dell’acqua”. E’ una ricorrenza simbolo per tutti coloro che lottano in difesa dell’acqua pubblica e resistono alla definitiva mercificazione del bene comune .

Sono trascorsi sei anni da quando oltre 26 milioni di italiani si pronunciarono, attraverso un referendum, a favore dell’acqua pubblica e contro la privatizzazione. Quell’esito è stato disconosciuto da tutti i governi nazionali e ha subito un costante attacco normativo. Si sta tradendo una delle più alte espressioni democratiche con provvedimenti legislativi che cercano, in tutti i modi, di consegnare l’acqua a quattro multiutilities “A2A, Iren, Hera, Acea” determinando la più vasta azione di privatizzazione e di mercificazione dell’acqua.

La strategia dei governi nazionali di sottrarre il bene acqua e consegnarla definitivamente al mercato necessita di alleati diffusi che attuano nei territori politiche tendenti a facilitare le forme di privatizzazione. Ai privatizzatori si contrappongono le “resistenze locali” che fondano la loro azione sulla consapevolezza dell’importanza dell’acqua bene comune e diritto universale e della necessità della sua salvaguardia per assicurare il futuro alle generazioni che verranno. 

Donne e uomini uniti dalla certezza che una gestione pubblica e partecipativa dei servizi idrici potrà eliminare degrado e sprechi, potrà porre un freno alla precarizzazione del lavoro e all’aumento delle tariffe, potrà finalmente attivare quel grande e necessario investimento pubblico e frenare finalmente il fallimento totale della privatizzazione. Oggi è anche e soprattutto “una giornata di impegno e di lotta ” perchè festeggiare la giornata dell’acqua, in Italia significa principalmente richiedere ai governi nazionali e locali coerenza al risultato referendario.

Anche a Viterbo questa giornata dovrebbe produrre una profonda riflessione e condurre a una inversione di tendenza arrestando quel processo di vendita di quote ad Acea che determinerebbe una irreversibile privatizzazione e la consegna del nostro bene acqua a una multiutilities che in altre provincie del Lazio ha mostrato gravi inadempienze. A Viterbo la speranza risiede in quelle diffide presentate da ottanta amministratori al presidente della provincia e dell’Ato per evitare che attraverso forme in contrasto con norme statutarie e nazionali si decreti la definitiva consegna al mercato di un bene indispensabile per la vita di ogni essere vivente. 

La giornata dell’acqua è giornata di sensibilizzazione e di diffusione di un principio fondante per le comunità: “I beni comuni non sono in vendita”

Bengasi Battisti
Presidente associazione nazionale comuni virtuosi


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