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“No all’impianto a biometano in località Vepre”

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I terreni in località Vepre a Ischia di Castro

I terreni in località Vepre a Ischia di Castro

I terreni in località Vepre a Ischia di Castro

I terreni in località Vepre a Ischia di Castro

I terreni in località Vepre a Ischia di Castro

I terreni in località Vepre a Ischia di Castro

Ischia di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Il 19 febbraio è nato il comitato Castro – ambiente, salute e territorio.

Il comitato, del tutto apolitico, è formato da alcuni cittadini di Ischia di Castro, di Farnese, di Canino, e di altri paesi limitrofi dell’Alta Tuscia. Lo scopo del comitato è quello di informare la popolazione e di trovare la strada più opportuna per evitare la realizzazione di un mega impianto di produzione di biometano che potrebbe essere costruito proprio ad Ischia, in località Vepre.

Il 30 settembre 2016 in comune, ad Ischia, “è pervenuta una manifestazione di interesse per la localizzazione e la realizzazione in aree comunali di impianto di produzione di biometano” si legge sul verbale di deliberazione del consiglio comunale.

E ancora: “Il gas verrà prodotto da deposito da frazione organica dei rifiuti urbani (forsu) e da materiali vegetali privi di sostanze chimiche. Verrà abbinato in sinergia con gli impianti fotovoltaici”. Segue la delibera di autorizzazione per avviare un percorso di fattibilità tecnica-giuridica. 

Dall’estate si passa poi a gennaio 2017, nel mentre il silenzio. In tale data il comune invia ad ogni famiglia una lettera (che segue alla delibera comunale del primo dicembre 2016), con l’intento di spiegare che cos’è il biometano, quanto la ditta promotrice ha intenzione di spendere (30milioni di euro), e ulteriori dettagli. In totale sarebbero venti gli ettari di terreno destinati al progetto, tra impianti e nuovo fotovoltaico, logicamente da abbinare ai 27 già attivi. 

“Un impianto così composto – spiega la maggioranza – sarebbe il primo in Italia, e darebbe ancora più importanza al nostro paese per la tecnologia innovativa e all’avanguardia”. 

A carte scoperte, e dinnanzi alla possibilità che tutto ciò diventi realtà, il comitato Castro si è immediatamente messo in moto per sventare la minaccia (il comune di Canino, confinante, ha già deliberato a sfavore, altri lo stanno seguendo).

Le motivazioni principali che spingono i membri verso il “no” sono legate innanzitutto alle ricadute salutistiche, ambientali, economiche irreversibili che interesserebbero l’intero territorio, oltre alle dimensioni dell’apparato, ritenute eccessive.

Se non bastasse inoltre l’impianto verrebbe collocato in un’area, il Vepre, a forte vocazione agricola e turistica. A pochi metri dai terreni comunali infatti sorgono allevamenti, vigneti, caseifici, uliveti (appartenenti alla dop), sorgenti di acqua potabile, nonché numerosi appezzamenti agricoli e il parco archeologico di Vulci. Per non parlare infine della nuova zona termale di Vulci.

Siamo proprio sicuri di voler valorizzare il nostro territorio mettendo in piedi un impianto di tali dimensioni e di quella tipologia?

Comitato Castro


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